Il weekend MotoGP di Assen si conclude con cinque Ducati nelle prime cinque posizioni, otto nella top-10. Il dominio del marchio italiano continua senza troppi pensieri, ma dalla prossima stagione qualcosa potrebbe iniziare a cambiare. Borgo Panigale perde un team satellite, Pramac Racing, e alcuni dei suoi migliori piloti: Martin, Bastianini, Bezzecchi. Il direttore generale
Gigi Dall'Igna esprime la sua opinione in pubblico per la prima volta.
Il divorzio con Pramac
Il GP d'Olanda regala ulteriori soddisfazioni alla Ducati, ma è stato il momento giusto per una dichiarazione ufficiale importante. La squadra di Paolo Campinoti ha firmato con Yamaha e lascia il marchio emiliano dopo un ventennio di solida e proficua collaborazione. Un duro colpo fortemente voluto da tutto il paddock e che Dall'Igna dovrà cercare di attutire diversamente. "
Voglio ringraziare Pramac e Paolo per tutte le cose belle che abbiamo fatto. Ducati è cresciuta grazie anche al loro aiuto, abbiamo sviluppato la moto insieme a loro, abbiamo cresciuto talenti. Ci dispiace dal punto di vista professionale e umano perdere una realtà così importante. Purtroppo tutto il mondo voleva che noi perdessimo un team e alla fine è successo".
La filosofia Ducati
Nelle ore precedenti Paolo Campinoti ha motivato la scelta di passare con la Yamaha per un cambio di filosofia di Borgo Panigale. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è sicuramente il mancato passaggio di Jorge Martin nel team factory a cui è stato preferito Marc Marquez.
Gigi Dall'Igna precisa: "
Non abbiamo cambiato filosofia, abbiamo firmato con Aldeguer su cui crediamo molto e vorremmo fare con lui quanto fatto con Enea, Pecco e Martin. Avremo tre team non più quattro, la vita continua e dovremo continuare",
ha spiegato a Sky Sport MotoGP. "
Sei moto sono sufficienti per continuare a fare il nostro lavoro ad altissimi livelli. Otto l'avrei preferito, ma con sei ci si può stare. Eravamo riusciti ad arrivare a otto moto senza fare un torto a nessuno, ci eravamo organizzati bene e faremo bene anche con sei".
Cosa cambia per Ducati?
Come cambiano i piani di Ducati alla luce dei nuovi scenari? "L'obiettivo è fare tre moto ufficiali e tre moto dell'anno precedente, ci sembra il giusto mix, sia per la crescita dei piloti che dal punto di vista economico, sia nostro che dei team. Stiamo lavorando su questo e ancora non siamo pronti ad annunciare nulla da questo punto di vista". Era scontato il fatto che la promozione di Marquez in rosso avrebbe causato un effetto domino in uscita... "Noi dovevamo scegliere un pilota su tre ed era evidente che i due esclusi avrebbero guidato un'altra moto, era scontato dall'inizio dell'anno. La cosa che se potessi cambierei è l'addio di Pramac. Però non darei la colpa a Marquez, abbiamo scelto Marc e gli altri sono andati alla concorrenza". Sarebbe stato tutto diverso se il pluricampione di Cervera avesse detto sì a Pramac... "Era una cosa difficile e non ci siamo riusciti".
Foto Ducati Corse