Marc Marquez

MotoGP, diktat Marc Marquez: “Honda deve darmi ciò che chiedo”

Marc Marquez avverte Honda sul rinnovo di contratto: "Devono accontentare le mie richieste. La sconfitta? Da tempo non so cosa sia".

9 novembre 2019 - 7:10

Marc Marquez vede solo Honda nel suo futuro, ma solo ad una condizione: le sue richieste dovranno essere accolte. Il pluricampione di Cervera non entra nel dettaglio, ma sicuramente non chiede soltanto soldi in più. Facile pensare che voglia dettare le linee dello sviluppo della RC213V, rendere la moto ancor più a sua immagine e somiglianza. HRC sembra avere le mani legate e non potrà fare altro che accettare il diktat del suo fenomeno. “Senza Marquez la Honda prenderebbe qualcun’altro. Ma anche io sono interessato a lavorare per migliorare, i miei commenti sono gli stessi di Lorenzo e Crutchlow. Stiamo provando a fare una moto più competitiva per tutti – ha detto a ‘La Gazzetta dello Sport’ – non solo per me. Però se io vinco non mi interessa degli altri“.

Non è un mistero che Ducati stia corteggiando Marc Marquez, del resto quasi tutti i costruttori sono sulle sue tracce. Fa parte del gioco del mercato piloti, che seppur lentamente si sta già muovendo. Come in pista, anche nel paddock tutto sembra dipendere dal campione di Cervera. Una volta confermata la permanenza in Repsol Honda, si potrà scatenare il vortice delle operazioni. “Devo ascoltare tutte le fabbriche, ci deve essere rispetto. Per il momento la priorità è Honda, ma si deve dare tutto quello che si chiede… Abbiamo avuto dei contatti, ho avanzato delle richieste – ha sottolineato Marc Marquez -, i soldi non sono la priorità. Certo aiutano, ma ho chiesto delle cose “sportivamente”. Se arriviamo ad un accordo e mi danno tutto, ed io sono convinto di quel progetto, Honda resta la priorità“.

La stagione 2019 è un chiaro esempio della sua supremazia. Quando non ha vinto è arrivato secondo, una sola caduta ad Austin per un errore banale, mentre era in testa al gruppo. Marc Marquez sembra non conoscere sconfitta. “Da tempo non conosco la sconfitta, non voglio conoscerla (ride, ndr). Sicuramente arriverà un giorno, ma negli anni ho capito che ogni tanto ci vuole per vincere“. Costringe gli altri ad alzare ulteriormente l’asticella e a sperimentare il confine del limite. “Gli avversari credono che possono battermi, questo mi fa stare attento e lavorare di più“. Non è nato per essere secondo. “Sono qui per vincere, per provare a stare davanti. Il pilota che sta qui per girare delle gare non è un pilota. Alla fine il pilota deve avere quella fame, quando la provi vedi che ha un buon gusto e la desideri di più“.

1 commento

pmorselli.195_13807067
12:44, 9 novembre 2019

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