MotoGP, Cal Crutchlow

MotoGP, Crutchlow avverte Dovizioso: “Yamaha è una moto diversa”

Yamaha riavvicina due veterani della MotoGP: Andrea Dovizioso e Cal Crutchlow. A distanza di sette anni si ritroveranno a lavorare per lo stesso marchio.

2 settembre 2021 - 9:30

Cal Crutchlow e Andrea Dovizioso hanno condiviso lo stesso box Ducati nella stagione MotoGP 2014. A distanza di sette anni i due veterani si ritroveranno al lavoro per lo stesso marchio Yamaha, in sella ad una moto che si sta già rivelando vincente con Fabio Quartararo. Il collaudatore britannico contribuisce con la sua lunga esperienza all’evoluzione della M1, ma in gara gli risulta difficile avvicinarsi alla zona punti. Con l’infortunio di Franco Morbidelli e l’addio di Maverick Vinales, Crutchlow si è ritrovato suo malgrado nella mischia.

Il 17° posto a Silverstone la dice lunga sulle difficoltà di adattamento ad una moto sensibilmente differente dalla Honda e dalla stessa Ducati. Cambia innanzitutto il cuore pulsante, un motore 4 cilindri in linea che chiede un differente stile di guida. Ad Aragon ci sarà ancora lui a fare le veci di Vinales, poi lascerà il posto a Franky e in Petronas esordirà Andrea Dovizioso, per intraprendere un processo di adattamento in vista del Mondiale MotoGP 2022. Cinque gare utili per capire pregi e difetti della moto giapponese che non consente alibi dopo i fantastici risultati collezionati da Fabio Quartararo.

Dalla Ducati alla Yamaha

Il forlivese ex Ducati è avvisato, l’impresa non sarà facile e probabilmente sarà l’ultima grande sfida della sua carriera. “Penso che troverà una moto molto diversa da quella a cui è abituato, ovvero avere tanta potenza sui rettilinei“, ha osservato Cal Crutchlow. “Dovi è un grande pilota e un bravo ragazzo, penso e spero che farà bene. La cosa buona è che sarà in alcuni dei test che faremo il prossimo anno. Lavoriamo entrambi allo stesso modo, siamo piloti diversi, ma capiamo molto bene cosa funziona e cosa no“.

La M1 ha una genetica completamente diversa dalla Desmosedici GP. Dovrà accontentarsi di una top speed “inferiore” e fare leva sull’agilità in curva e nei cambi di direzione. Dovrà assorbire colpi in rettilineo e riguadagnare sul misto. “Penso che farà bene, ma sentirà una grande differenza rispetto a quello che aveva. Ha guidato una Ducati per molto tempo, il vantaggio che aveva su quella moto qui sicuramente non ce l’avrà. Non sarà facile per lui, questo è certo, vedremo come andrà. Lavorerò con lui e potremo capire la sua situazione nel momento in cui inizia a correre”.

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