MotoGP, Andrea Iannone e Pol Espargaro

MotoGP, congelamento del motore: Honda e Yamaha disposte a cambiare

Il regolamento MotoGP prevede il congelamento del motore a inizio stagione (salvo concessioni). Si discute per apportare una modifica a campionato in corso.

9 settembre 2019 - 17:08

Il regolamento MotoGP prevede il congelamento del motore ad inizio campionato, senza la possibilità di poter apportare modifiche. Fanno eccezione quei team (KTM e Aprilia) che beneficiano delle concessioni. Per perderle occorre raggiungere 6 punti in una classifica tecnica speciale: 1 punto per ogni 3° posto, mentre si guadagnano 2 punti per il 2° posto e 3 per il 1° posto. Da quest’anno Suzuki ha perso le agevolazioni, come nel 2017, quando un errore nella specifica di motore condannò la casa di Hamamatsu a rincorrere gli avversari.

Quest’anno a pagare il prezzo di una specifica di motore sbagliata è la Yamaha, che sin dall’anno scorso ha proposto di ammettere una modifica a stagione in corso. Argomento ancora di intenso dibattito all’interno del paddock, con Aprilia e KTM che vogliono tenersi strette le concessioni. I due costruttori possono utilizzare nove motori per stagione (anzichè sette), possono introdurvi aggiornamenti e godere di un numero illimitato di test. In tal modo possono proseguire lo sviluppo nel corso del campionato e tentare di ridurre il gap dai rivali.

L’attuale contratto tra i produttori, i team MotoGP e la Dorna durerà fino alla fine del 2021. Ci sono già i primi colloqui per il quinquennio 2022-2026 e all’ordine del giorno c’è la questione del motore congelato. Takeo Yokoyama, direttore tecnico della Honda, apre al dialogo. “Consentire ai produttori di modificare le specifiche del motore a metà stagione può essere utile se hai commesso un errore all’inizio della stagione“. Resta da valutare i pro e i contro. “Potrebbe essere utile per gli ingegneri, ma potresti aver bisogno di più risorse, costi e manodopera. In questo momento non saprei dire sì o no, se è sul tavolo, dobbiamo pensarci molto attentamente.”

Favorevole da sempre la Yamaha, soprattutto in considerazione che il numero di gare sembra destinato a crescere nei prossimi anni (20 GP dal 2020, 22 GP in un futuro non molto lontano). Con l’aumentare delle gare diminuirebbe il numero di test MotoGP e il tempo per lo sviluppo tecnico verrebbe quindi a ridursi. Ma Romano Albesiano ha espresso da tempo un certo rifiuto sulla possibilità di “scongelare” il motore come regola universalmente valida. “Di anno in anno questi benefici sono diminuiti e penso che dovremmo ancora aiutare i produttori che devono recuperare“.

1 commento

cprgic_14244607
12:50, 11 settembre 2019

condivido, ma credo sarebbe utile liberalizzare anche l’alesaggio.

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