MotoGP, calendario 2020 pronto ad allungarsi: attesa una new entry

Il calendario MotoGP 2020 al momento comprende 13 GP in Europa. Ma Razlan Razali è ottimista: "Buone possibilità che ci siano notizie positive".

18 giugno 2020 - 17:13

Il calendario MotoGP 2020 prevede 13 gare tutte sul suolo europeo. Entro il 31 luglio Dorna comunicherà se verrà prolungato oltre la data del 15 novembre entro e non oltre il 13 dicembre. Molto dipenderà dall’evolversi della pandemia di Covid-19 nel mondo. A cominciare dalla Malesia, dove il virus non ha fatto particolari danni. Ad oggi si contano poco più di 8500 casi complessivi e 181 morti. Qui potrebbe approdare la carovana del Motomondiale dopo il suo tour nel Vecchio Continente.

Buone notizie potrebbero arrivare anche dalla Thailandia: poco più di 3mila infetti dall’inizio dell’emergenza e 58 decessi. Entrambi i GP potranno tenersi solo con l’apertura al pubblico così da attutire i costi, quantomeno occupando una metà dei posti a disposizione. Razlan Razali, a capo di Petronas Yamaha SRT, ritiene che la situazione potrebbe migliorare ulteriormente. E sarà possibile aggiungere le quattro gare extraeuropee ancora all’ordine del giorno: Austin, Termas de Río Hondo, Buriram e Sepang. Le ultime due tappe potrebbero avere un vantaggio di base grazie alla minore virulenza della pandemia.

Dorna continua a lavorare in sordina con i governi dei rispettivi Paesi, ma serve una risposta chiara entro la fine di luglio. “Anche se torneremo alle corse, sembrerà diverso in pista. Le prime gare saranno senza fan e con meno persone nel paddock rispetto a prima. Con il tempo, spero che torneremo alla normalità, ma per ora ci sono restrizioni in atto“. In Repubblica Ceca e Austria si ipotizza la presenza di qualche migliaio di fan. Idem per il doppio appuntamento di Misano, mentre il Montmeló non aprirà al pubblico. Di settimana in settimana la situazione sembra diventare più rosea per la MotoGP. “È ancora possibile andare negli Stati Uniti, in Argentina, Thailandia o la Malesia. Dati i progressi compiuti nelle ultime settimane – conclude Razali -, vi sono molte possibilità che si verifichino alcune cose positive prima del previsto“.

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