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Intervista, Miguel Oliveira: “Io e Binder? Due persone che si rispettano”

Miguel Oliveira ricorda con orgoglio le vittorie del 2020, ma parla anche del rapporto con Binder, del motociclismo in Portogallo... L'intervista.

14 febbraio 2021 - 7:42

di María Viñas López/motosan.es

Quest’anno Miguel Oliveira passerà nel team ufficiale dopo una stagione segnata da due vittorie. Conosciamo da anni il suo potenziale, ma potrebbe essere una delle grandi rivelazioni. Il portoghese, 26 anni, ha portato a KTM (dopo Binder a Brno) trofei cercati in anni ed anni di lavoro. L’ha fatto con Tech3, il team satellite della struttura austriaca, risvegliando l’interesse delle alte cariche. Prima dell’addio di Pol Espargaró, la marca cercava un nuovo pilota da fuori. Un’ipotesi era stata Andrea Dovizioso, ma alla fine Oliveira si è assicurato quel posto con i suoi risultati.

Una volta di più ha dimostrato il suo talento, oltre alla capacità di affrontare la pressione e le necessità di una squadra durante l’anno. Lui ed il suo nuovo compagno di squadra Brad Binder, già compagno di box in passato, cercheranno di continuare a migliorare la KTM per portarla in alto. Sarà una delle favorite per il titolo? La stagione si presenta molto incerta a causa della pandemia. Ma ciò che è chiaro è che Oliveira tornerà a Portimao, per quel GP di casa in cui l’anno scorso ha ottenuto la seconda vittoria stagionale.

Sei stato il primo pilota KTM a vincere sul circuito di casa, il Red Bull Ring, conquistando il tuo primo successo MotoGP. Qual è stato il primo pensiero una volta tagliato il traguardo? Com’è vincere senza pubblico?

È stato un gran successo. Certo, i fan rendono tutto più speciale, non solo in MotoGP ma in qualunque sport. Avere il pubblico sugli spalti è molto più bello, così come i festeggiamenti. Ma è stata una bellissima vittoria, mi sono sentito molto orgoglioso ed ero pieno di adrenalina. È una giornata che ricorderò per sempre. 

Quest’anno sei nel team ufficiale KTM e dividerai di nuovo il box con Brad Binder come in passato. Com’è il vostro rapporto? È una motivazione in più o “fa paura” il livello a cui sta portando la moto? 

Il mio rapporto con Brad è buono. Direi il tipo di relazione che ci si può aspettare tra due persone che si rispettano all’interno del box. Credo che potremo spingerci l’un l’altro per migliorare, come già abbiamo fatto nelle precedenti categorie. Brad è un gran pilota e spero che la relazione rimanga sempre buona anche in futuro. 

Come hai vissuto un mondiale così frenetico? Immagino sia divertente vedere come cambiano le cose tra una gara e l’altra. 

Per me è stata una stagione un po’ strana, ogni mese correvamo più volte sugli stessi circuiti. È sia divertente che complicato, questo soprattutto per noi, per i meccanici. 

Hai potuto però correre in casa a Portimao. Ti piace la pista? Com’è stato chiudere la stagione nel tuo paese? 

È fantastico andare in Portogallo. Mi piacerebbe avere una gara in casa ogni anno. Sarebbe incredibile anche poter avere il pubblico sugli spalti, spero possa tornare e dare spettacolo. Per me è stato molto bello poter disputare un Gran Premio di casa. 

Il ritorno del Portogallo nel Mondiale potrebbe riaccendere la passione per il motociclismo che forse s’è persa con l’addio di Estoril? La tua vittoria ha avuto un gran seguito… 

Credo che la passione per il motociclismo stia crescendo, non solo per la mia vittoria dell’anno scorso. Col tempo la gente ha cominciato a guardare sempre di più la MotoGP per la presenza portoghese. Essendo l’unico pilota del paese, la gente guarda e mi supporta. È piacevole essere l’unico portoghese nel campionato. Allo stesso tempo un GP in casa aiuterà ancora più questa passione. Questo è ciò che spero, così come mi auguro che i tifosi portoghesi si godano la MotoGP. Vedere una gara in diretta è molto diverso, spero siano sempre più interessati. 

Foto: motogp.com

L’articolo originale su motosan.es

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