Francesco Bagnaia

Francesco Bagnaia: la grande differenza tra MotoGP e Moto2

Francesco Bagnaia alle prese con il passaggio da una Moto2 'standard' alla MotoGP 'eterogenea'. "Ogni moto ha i suoi pregi e difetti"

26 aprile 2019 - 21:06

L’esordio di Francesco Bagnaia a Losail non è stato fortunato. Un contatto al primo giro con Danilo Petrucci ha danneggiato la carena aerodinamica, reso impossibile la guida della sua Ducati Desmosedici costringendolo al ritiro. Il primo week-end è servito a migliorare il feeling con la nuova moto, a cominciare dall’entrata in curva, che richiede uno stile di guida molto differente dalla vecchia Moto2.

Il suo vero Mondiale è iniziato in Argentina, ancora in difficoltà nelle prove libere, ma riuscendo a portare a casa i suoi primi due punti iridati in MotoGP. Pecco Bagnaia ha intuito come migliorare il feeling con l’anteriore senza surriscaldare la gomma, soprattutto nella prima parte di gara. Ad Austin il vero salto di qualità nonostante due cadute nelle libere, la prima top-10, con la consapevolezza che la battaglia per il titolo di miglior rookie non sarà facile. Il titolo di Moto2 è stato conquistato con relativa facilità nella scorsa stagione, ma la differenza di categoria sta tutta nella varietà dei prototipi in gara.

LA DIFFERENZA TRA MOTO2 E MOTOGP

Una cosa è lottare con altre Kalex dalle medesime caratteristiche, un’altra capire e sfruttare a proprio favore pregi e difetti di ogni costruttore. Soprattutto quando sei costretto a inseguire e tentare sorpassi. “In MotoGP ogni moto ha il suo carattere e punto di forza e debolezza individuale. E’ completamente diverso quando sei dietro una Yamaha, una KTM o una Ducati. La Ducati ha un sacco di potenza e puoi frenare più tardi. Questo è molto diverso da una Yamaha, che in curva va veloce“.

Tenersi a debita distanza può essere un vantaggio soprattutto nella gestione delle gomme. “Se sei uno o due secondi dietro un altro pilota è più facile perché puoi guidare con le tue traiettorie. Avvicinarsi è più difficile perché non puoi guidare come vuoi“, ha sottolineato Francesco Bagnaia. “Se avessi rallentato più tardi, avrei toccato il pilota Yamaha. Quindi perdi tempo nel mezzo della curva e questo complica le cose“. Da Jerez iniziano i circuiti più favorevoli alle caratteristiche della Ducati, ma vietato pronosticare grandi risultati: “Davvero non mi aspetto niente lì, voglio solo continuare i miei progressi. Ora abbiamo compreso molte cose“. Il vero step personale è atteso per la prossima stagione, ma nel 2019 attendiamoci qualche bella soddisfazione dal campione iridato.

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