MotoGP, Casey Stoner e Valentino Rossi

Casey Stoner: “Quando Valentino Rossi ha capito che ero un problema…”

Casey Stoner, presente nel paddock MotoGP a Valencia, riassume la sfida con Valentino Rossi: da Laguna Seca fino al sogno di cenare insieme.

15 novembre 2021 - 7:37

Nell’ultimo week-end di Valentino Rossi in MotoGP c’era anche Casey Stoner nel paddock, come inviato speciale di BT Sport. Uno dei rivali storici del Dottore, uno dei più talentuosi. Ma già in occasione del GP di Algarve i due campioni hanno deposto l’ascia di guerra e si sono salutati, con tanto di foto ricordo. “Ancora prima di arrivare nel Mondiale sentivo di poter diventare campione del mondo – racconta a ‘La Gazzetta dello Sport’ -. Non ho mai pensato a Valentino come l’avversario da battere, perché non c’era nessuno che vedessi come “il rivale”.

Nel 2005 l’australiano approda in MotoGP e inizia a vedere le cose da un altro punto di vista. “Il mio rispetto per lui era cresciuto, in quel momento pensavo che fosse qualcuno quasi impossibile da battere. E invece… Neanche in Ducati pensavano che potessi lottare per il Mondiale, ero solo uno che aveva tappato un buco, che costava poco e di cui sbarazzarsi a fine anno. Nessuno si aspettava nulla, ma per la prima volta una squadra era lì per me… È cambiato tutto, e io ero pronto a far di tutto per ripagarli“.

Il duello Rossi-Stoner

Se a tratti Casey Stoner ha prevalso in pista, Valentino Rossi ha saputo colmare quel gap provvisorio con la “guerra psicologica”. Un fattore che ha sempre infastidito il pilota australiano, ma da cui ha imparato molto. “Quando Valentino ha capito che ero un pericolo, ha iniziato a creare problemi, con i media o sui circuiti. Non ci ero abituato, e l’ho accusato. Tutti dicono che nel 2008 mi ha battuto, ma la gente si è dimenticata i punti persi fino a metà stagione. E a Laguna Seca Valentino ha mostrato chi era veramente. Io quel sorpasso non lo avrei potuto fare, se toccavo qualcuno e lo spostavo mi sentivo in colpa. Era la parte stupida del mio carattere, ma era quello che mi faceva dormire la notte“.

Quel sorpasso di Valentino Rossi, rimasto negli annali di storia, non solo ha cambiato quella stagione MotoGP. Ma anche la carriera di Stoner. “Da quel momento mi son detto non mi sarei più preoccupato di pensare agli altri, che avrei corso solo per me stesso. Pensare così mi ha aiutato gli anni successivi“. Finito il tempo dei ricordi arriva quello dei saluti, ma è solo un arrivederci. “Ora lui si ferma, diventerà papà, ha il suo team, è in pace con se stesso ed è molto ricco. E io spero di andare a cena con lui, per raccontarci, dal nostro punto di vista, quelle che sono state le nostre sfide“.

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