Andrea Dovizioso

L’ingegner Barana avverte Dovizioso: “Migliorare in curva richiede tempo”

Andrea Dovizioso al Sachsenring ha chiesto di concentrarsi sul turning. Il direttore tecnico della Ducati sottolinea: "Può richiedere molto tempo".

3 settembre 2019 - 15:10

Per il terzo anno consecutivo Andrea Dovizioso potrebbe doversi accontentare del secondo posto nel Mondiale alle spalle di Marc Marquez. Nonostante diverse vittorie del forlivese, dopo splendidi duelli corpo a corpo (ultimo quello di Brno), la Desmosedici deve arrendersi alla RC213V del Cabroncito. Ancor di più in questa stagione in cui i tecnici dell’ala dorata hanno lavorato meglio di chiunque altro durante la pausa invernale.

IL MONITO DI DOVIZIOSO IN GERMANIA

Al termine della gara al Sachsenring Andrea Dovizioso ha lanciato un duro monito alla casa di Borgo Panigale, mettendo il dito nella piaga. La GP19 pecca ancora in percorrenza di curva e tra l’altro ha perso alcuni vantaggi che vantava fino alla scorsa stagione. Su tutti la velocità di punta. “Migliorare in curva è un processo lungo. Provi qualcosa, devi confermare che c’è davvero un miglioramento. Solo allora puoi fare il passo successivo, che richiede molto tempo“, ha spiegato Davide Barana a Speedweek.com, rispondendo indirettamente alle richieste del Dovi.

Lo spoiler tanto discusso ad inizio stagione non ha saputo fare la differenza, nonostante la corsa degli altri team all’emulazione, in parte rivelatasi inconsistente. Si parlava di una Ducati all’avanguardia sull’aerodinamica fino a pochi mesi fa, eppure non basta contro Marc Marquez. “Non vogliamo innovare o essere pionieri a tutti i costi. Questo è solo il risultato dei nostri approcci di sviluppo“, ha dichiarato il direttore tecnico. “Non diciamo mai che qualcosa è impossibile o mai fatto prima, quindi vediamo anche soluzioni insolite sulla nostra moto. Ci sono anche molte soluzioni di dettagli nascosti che non fanno molta differenza da soli, ma funzionano bene insieme“.

UN MONDIALE SENZA MARQUEZ

Davide Barana ha sempre sottolineato come non fosse semplice migliorare la percorrenza in curva senza perdere nelle altre aree che rappresentano punti di forza. Si tratta di un lungo processo a tempo indeterminato, che procede per tentativi. Ma guai a concentrarsi su un singolo aspetto. Telaio e motore hanno la stessa rilevanza, anche se i tecnici emiliani sono per tradizione più inclini a sviluppare il V4 piuttosto che elementi di ciclistica. È anche vero che senza Marquez staremmo a parlare di una storia totalmente differente. “Non è che saremmo automaticamente i primi senza Marquez. Probabilmente sarebbe più facile, spesso saremmo secondi. Forse avremmo vinto il Mondiale, nessuno lo sa. È tutto ipotetico – ha concluso Davide Barana -. Marquez è qui, dobbiamo competere con lui e la Honda e provare a vincere“.

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