MotoGP, Andrea Iannone

Andrea Iannone, sentenza entro gennaio. Rivola studia le contromisure

La sentenza sul caso doping dovrebbe arrivare entro gennaio. Massimo Rivola, ad di Aprilia, studia le eventuali contromisure.

8 gennaio 2020 - 9:03

Aprilia aspetta la sentenza della FIM sul caso doping di Andrea Iannone prima di prendere una decisione. La positività sarò quasi certamente confermata, ma è un atto richiesto dai suoi legali e necessario per la tesi difensiva. La decisione della Federazione Internazionale potrebbe arrivare nei prossimi giorni, ma le tracce di Drostanolone rinvenute sarebbero però esigue, tali da suffragare l’assunzione inconsapevole per contaminazione alimentare.

La positività al test antidoping di Andrea Iannone ha sicuramente rovinato un po’ le feste di Natale in casa Aprilia, dove c’è ansia e attesa per vedere in pista la nuova RS-GP. Massimo Rivola fa quadrato intorno al pilota abruzzese: “Noi facciamo della legalità un baluardo – ha detto a ‘La Gazzetta dello Sport’ -. Supportiamo Iannone, perché non abbiamo mai dubitato di lui. Se ha sbagliato è giusto che paghi, ma evitiamo conclusioni legate all’esposizione mediatica del pilota“.

APRILIA STUDIA L’ALTERNATIVA

Avanza l’ipotesi della contaminazione alimentare dopo 5 settimane trascorse in territorio asiatico. Ma l’amministratore delegato di Aprilia Racing nutre qualche perplessità sulle modalità del sistema antidoping. “Fa bene la Wada a fare i controlli, ma io li renderei obbligatori per i primi tre, ad esempio. Datti così, un po’ a caso, restano troppe maglie aperte. Nel motociclismo, poi, una condanna per steroidi sarebbe un inedito: è una sostanza non funzionale in sella. Soprattutto, non va perso l’obiettivo dello sport. Sulla Gazzetta un articolo su Braccio di Ferro e gli spinaci mi ha fatto riflettere: non è che se ne mangi 4 kg (per la Wada l’ecdysterone contenuto negli spinaci potrebbe avere effetto steroideo; n.d.r.) ti dopi. Sennò lo sport diventa solo una corsa a chi ha il migliore dietologo“.

Fatto sta che in Aprilia non si sono mai preoccupati del fisico sempre più scultoreo di Andrea Iannone, certi che abbia la capacità di sapersi autogestire. In caso di squalifica come si muoveranno nel box? “Bradley Smith, nostro collaudatore, è la via più scontata – ha aggiunto Massimo Rivola -. A questo punto non ci sono tanti piloti pronti: 6 mesi fa forse Rea poteva essere un’opzione“. Karel Abraham è un’altra opzione (non l’unica), ma la priorità è attendere la sentenza sul rider di Vasto. “Speriamo di avere la sentenza entro gennaio, poi vedremo. Un conto è un eventuale stop di 3 mesi, un altro di 6…“.

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