MotoGP, Andrea Iannone

Andrea Iannone fermato fino al 16 giugno 2021, in estate l’arbitrato a Losanna

Andrea Iannone unico pilota positivo per fra i 254 controllati dalla Federmoto nel 2019. Il pilota MotoGP ricorrerà al Tas di Losanna.

1 aprile 2020 - 15:03

Andrea Iannone viene condannato a 18 mesi di squalifica nonostante – secondo quanto riferito da Aprilia – l’assenza di dolo e l’accettazione della tesi della contaminazione alimentare. Un fulmine a ciel sereno per il pilota MotoGP, che accusa il colpo in piena quarantena nella sua casa a Lugano. The Maniac farà sicuramente ricorso al Tas di Losanna, per contestare la squalifica.  “La notizia dello stop questa mattina mi ha colpito molto, non ce l’aspettavamo per com’erano andate le cose – ha detto a Sky Sport 24 -. Guardiamo la sentenza in modo positivo, è stata riconosciuta la mia innocenza, anche se fondamentalmente abbiamo perso, perché siamo stati squalificati lo stesso per 18 mesi. Faremo certamente ricorso al TAS. Ma poteva anche andare molto peggio“.

L’accusa aveva chiesto il massimo della pena, quattro anni. Il presunto caso doping risale al 3 novembre, data del Gran Premio di Sepang 2019, quando nelle sue urine viene rintracciata una sostanza dopante, il Drostanolone. A partire dal 17 dicembre Andrea Iannone è ufficialmente sospeso, lo stop imposto dalla FIM terminerà  16 giugno 2021. Agli inizi di gennaio l’esame del campione B ha confermato la presenza della sostanza illecita, con la presenza di metaboliti pari a 1,150 nanogrammi per millilitro, quantitativo assai esiguo.

UN LUNGO INVERNO DI ATTESA

Il 4 febbraio, data del processo, Andrea Iannone si è presentato personalmente a Mies insieme alla sua difesa. Ma la CDI si era riservata la sentenza del pilota MotoGP. Nel frattempo il suo legale ha raccolto una gran mole di prove a difesa del suo assistito, compresa la prova del capello. Bisogna sottolineare che nel 2019, in tutte le competizioni motociclistiche FIM, sono 254 i controlli antidoping effettuati, in tutte le discipline dal Motomondiale fino al fuoristrada. Andrea Iannone è stato l’unico pilota risultato positivo.

L’avvocato Antonio De Rensis ha tentato di smontare  l’impianto accusatorio, senza risultato. Adesso per sperare in un prosciogliemento bisogna andare fino in fondo. Andrea Iannone ha 21 giorni per fare appello al Tas di Losanna. Una corsa contro il tempo se si considera che l’emergenza Coronavirus rende difficile spostamenti ed incontri. Inoltre il Tribunale Arbitrale dello Sport ha già rinviato diverse udienze e l’esame di decine di casi sui quali si sarebbe dovuto pronunciare fino al 18 maggio. “Quando tornerò in pista? Non lo so, ma una cosa certa: il mio è il primo caso per contaminazione alimentare che abbia portato a una sospensione. Ringrazio il mio avvocato – ha detto il pilota MotoGP -, senza di lui la situazione in questo momento sarebbe sicuramente diversa. Questo periodo è stato il più duro di tutta la mia vita, molto difficile da accettare“.

Nei giorni scorsi il presidente FIM Jorge Viegas ha chiesto di rivedere la lista delle sostanze proibite. Un punto a favore di Andrea Iannone, anche se al momento ne esce sconfitto dalla vicenda processuale. “Quando andiamo nei ristoranti non possiamo scegliere fra carne contaminata o non contaminata, nessuno di noi sa cosa sta mangiando con certezza. Secondo me c’è un’incongruenza tra regolamento e ciò che noi viviamo, bisognerà capire in futuro – ha concluso – se sia possibile trovare un punto d’incontro“.

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