MotoGP, Paolo Ciabatti

MotoGP, Ciabatti: “Situazione d’emergenza, Mondiale anche con 8 GP”

Paolo Ciabatti esclude la possibilità che la stagione MotoGP abbia inizio prima di luglio. "In una situazione eccezionale vanno bene anche 8 GP".

1 aprile 2020 - 13:50

L’emergenza Coronavirus costringe a rimandare a tempo indeterminato l’inizio della stagione MotoGP. Da 20 a 19 gare dopo l’annullamento della gara a Losail, il posticipo dei Gran Premi di Thailandia, Austin e Rio Hondo ha lasciato teoricamente inalterato il calendario. Ma Dorna ha lasciato in sospeso Jerez, lasciando intendere che dovremo attenderci una stagione ridotta nella migliore ipotesi. Tredici gare? Magari anche meno: “Anche con otto GP puoi fare un degno Mondiale“, ha anticipato Paolo Ciabatti.

Spagna e Italia insieme rappresentano l’80% del personale impegnato nel paddock. E attualmente sono le nazioni europee maggiormente investite dall’epidemia Covid-19. Da qui all’inizio dell’estate sarà difficile prevedere eventi di massa o sportivi, anche a porte chiuse. “Il motorsport a luglio sarebbe un miracolo“, ha detto Ciabatti a Speedweek.com. Tutti i piani devono essere rivisti quasi quotidianamente, la certezza è che salteranno anche le tappe di Le Mans e del Mugello nei prossimi giorni. “Sono convinto che Dorna stia considerando tutti i possibili scenari in modo da poter iniziare non appena è abbastanza sicuro. Quindi dobbiamo accettare tutte le soluzioni che hanno senso“.

Tra le idee al vaglio quella di una doppia gara a week-end in stile Superbike. E correre a porte chiuse, una soluzione che verrebbe digerita amaramente. “Sarebbe un male perché siamo abituati a vedere le gare come una grande festa. Ma le circostanze sono cambiate radicalmente. Nonostante tutte le misure precauzionali, non è sempre possibile mantenere una distanza di sicurezza compresa tra 1 e 1,5 metri. E ripeto: non credo che le gare di giugno o luglio siano realistiche“. Ammesso che la MotoGP potrà ripartire ad agosto, il calendario prevede 12 GP fino a Valencia. Ma difficile fare previsioni anche sulle possibilità di viaggio. “Abbiamo a che fare con circostanze eccezionali – ha ribadito Paolo Ciabatti -. Pertanto dovrai fare eccezioni. Otto, nove o dieci gare sono certamente sufficienti per chiamarlo Mondiale“.

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