MotoGP Valentino Rossi

MotoGP, Valentino Rossi: “Ritiro? Dipende anche da Yamaha e Petronas”

Valentino Rossi si prepara alla 26° stagione nel mondiale. Sarà l’ultima? Non è detto, ma intanto il Dottore comincia a pensare ad un futuro sulle auto..

3 marzo 2021 - 13:38

Venti anni dopo l’ultima volta, Valentino Rossi tornerà a far parte di una squadra satellite in MotoGP. Il mondo da allora è totalmente cambiato, così come l’intero motomondiale. In quell’occasione Rossi guidava una Honda marchiata Nastro Azzurro, la stessa con la quale avrebbe poi vinto l’ultimo mondiale della 500 nel 2001. Da quel momento ha sempre vestito i colori di una casa ufficiale, fino ad oggi e alla stagione che sta per cominciare dove vestirà i colori del team Petronas.

Al suo fianco nei box ci sarà l’amico Franco Morbidelli e correrà contro altri prodotti della sua Academy. Tra questi Francesco Bagnaia e Luca Marini, rispettivamente con la Ducati ufficiale e quella del team Esponsorama. Una sfida affascinante che riempie sicuramente Valentino di orgoglio, ma al tempo stesso Rossi deve pensare al suo futuro. Il 2021 potrebbe essere l’ultima stagione per lui? Tutto dipenderà dai risultati, ma il ‘Dottore’ ha già cominciato a pensare al post MotoGP, magari in auto con una partecipazione alla 24h di Le Mans.

“È il momento giusto per essere in Petronas”

“Sono stato un pilota ufficiale per tantissimo tempo”, esordisce Valentino nella sessione zoom dedicata alla stampa. “In 500 ero in una situazione simile ad adesso guidando per un team satellite. Venti anni fa era un mondo completamente diverso, ma mi sento a mio agio. Il metodo di lavoro sarà un po’ differente con meno persone intorno alla moto. Potrebbe essere un bene, penserò più alla performance nei weekend di gara e meno allo sviluppo. Inoltre avrò pieno supporto da Yamaha, sono contento della mia situazione tecnica. Credo che sia il momento giusto per essere in questo team”.

Come detto da lui stesso, cambieranno alcune dinamiche… lavorative. “Sono aperto a tutto, ci saranno meno persone intorno alla moto e ci potremo concentrare più sui risultati. Nel factory team bisogna anche lavorare sullo sviluppo e questo richiede tanto tempo. Non vedo l’ora di lavorare con la nuova squadra per capire anche se l’immagine che ho di loro da fuori sarà la stessa anche dall’interno”.

Petronas ha dimostrato di essere una struttura di livello: “Questa squadra ha dimostrato di poter vincere le gare e portare i piloti al top. Non vedo l’ora di cominciare la stagione”. La speranza è fare meglio delle ultime due stagioni: “I risultati del 2019-2020 sono stati peggiori di quelli che mi aspettassi. I risultati saranno la chiave, voglio essere competitivo per tutta la stagione. Non corro giusto per il piacere di farlo, sarà un anno importante e spero che sia un campionato più normale nonostante il Covid. Mi auguro si possa correre in varie piste nei momenti giusti”.

“Deciderò in Estate se continuare o no”

La domanda che (quasi) tutti si pongono è se continuerà a correre dopo il 2021. “Deciderò durante l’estate, voglio fare metà stagione prima di scegliere. Tutto sarà legato ai risultati: se sarò forte e potrò lottare per podi e vittorie, continuerò. Se così non sarà, arriverà il momento di ritirarsi”. Non è detto tuttavia che Valentino sia messo nella condizione di fare una scelta: “Non ho parlato in realtà con Yamaha e Petronas di questo, magari non potrò decidere”.

Nel frattempo comincia già a pensare al post MotoGP. “Cambiare vita dopo 26 anni è difficile, voglio continuare ad essere un pilota, magari con le macchine. La mia vita sicuramente sarà diversa dopo il ritiro, ma spero non troppo!”. Un pensierino alla 24h di Le Mans con Ferrari? “Mi piacerebbe farla, sarebbe un sogno inoltre rappresentare la Ferrari. Bisogna prima capire però il mio livello: ci sono piloti molto forti. Io sono veloce quando corro sulle quattro ruote, ma non so se lo sono abbastanza. Provarci sarebbe naturalmente molto bello”.

“Per rimanere amico con Franco serve un rapporto vero”

Valentino commenta poi la dichiarazione di Franco Morbidelli riguardo il fatto che la loro amicizia sia più importante della MotoGP. “Sono d’accordo e sono felice che lo abbia detto. Avere amici veri è importante, non è semplice. Con Franco siamo amici da tanto e lavoriamo da molto per portarlo in MotoGP; essere il suo compagno di squadra è bellissimo”. In pista però non si fanno sconti: “Ovviamente sarà una situazione difficile perché il teammate è il primo avversario da battere. Rimanere amici nonostante la lotta in pista non è facile, deve esserci una vera amicizia, ma spero che ci riusciremo, oltre ad essere competitivi per vincere le gare entrambi”.

Tra i due ci sarà sicuramente collaborazione, pur avendo moto differenti. “Yamaha aveva già deciso lo scorso anno che la moto 2020 sarebbe stata per me, Maverick e Fabio, mentre Franco avrebbe continuato con la 2019. Sarà importante capire se la 2020 si sia evoluta, ma anche se la 2019 sarà ancora molto competitiva. Per me e Morbidelli sarà un po’ più difficile cooperare avendo due mezzi diversi, ma sicuramente io non guiderò la versione vecchia”.

A proposito di sviluppo, l’apporto di Cal Crutchlow potrebbe diventare molto importante. “Cal è un pilota MotoGP, si è fermato solo lo scorso inverno ed è in buona forma. Inoltre ha guidato per tanto tempo la Honda e ci può dare buone indicazioni. Non vedo l’ora di parlare con lui dopo il primo contatto con la M1”. Il lavoro di test rider nasconde però delle insidie: “Ho un buon rapporto con Crutchlow, sono contento di lavorare con lui. Penso che possa fare la differenza, ma tanto dipenderà dalle sue motivazioni. Essere un tester non è semplice, devi trovare gli stimoli per spingere al limite e capire la moto anche senza correre”.

“La storia dell’Academy ci è sfuggita di mano!”

Si parla poi di pista, dei test imminenti in arrivo in Qatar. “Fortunatamente la preparazione è stata più normale dello scorso anno, dove è stato difficile arrivare al 100% alla prima gara. Adesso le cose sono più chiare”, afferma Valentino. Anno dopo anno, è sempre più importante allenarsi: “Quando diventi più vecchio devi lavorare più duramente per migliorare le tue capacità. Mi sento bene e in forma, sono pronto a cominciare. Non vedo l’ora di salire di nuovo in sella alla M1 e dopo i test avremo le idee un po’ più limpide”.

Oltre ad avere Franco Morbidelli in squadra, in MotoGP si troverà a correre contro il fratello Luca Marini e l’allievo-amico Francesco Bagnaia. “La storia dell’Academy ci è sfuggita di mano! Quando abbiamo iniziato non pensavo che un giorno avremmo corso insieme, invece sono stati bravissimi e abbiamo fatto un bel lavoro! Per rimanere amici servirà un rapporto sincero, ma non sono preoccupato. Ci sfidiamo sempre con tutti i tipi di moto e con Pecco e Franco ci vediamo quasi tutti i giorni, continueremo le sfide anche in MotoGP”.

“Quando sono in pista purtroppo ricordo la mia età, ma con l’Academy sono tutti i giorni a contatto con piloti del mondiale, di cui tre che fanno la MotoGP”, continua Rossi. “Vedo le mie performance fisiche negli allenamenti, nella forza e nel fiato. Giriamo in moto 2/3 volte a settimana e ci sfidiamo con ogni tipo di moto; a volte sono più veloce io, altre mi fregano, ma siamo sempre sul pezzo. Significa che ci sono ed è una cosa importante, mi piace. Voglio dimostrare che si può andare forti anche quando si diventa grandi”.

“10° titolo? Corro per vincere, ma non è un’ossessione”

A livello di risultati Rossi ha parlato di voler essere competitivo per continuare, ma cosa si aspetta concretamente nel 2021? “Sarei contento se finissi nella top 5 a fine stagione”, sentenzia. L’obiettivo, però, è quello di tutti: il mondiale. “Ogni pilota sulla griglia pensa di poterlo vincere e nella lista ci sono anche io, perché no. Ovviamente è difficile perché ci sono tanti piloti che vanno fortissimo e dipenderà da un sacco di fattori”.

“Io corro tuttavia per vincere, anche se il 10° titolo non è un’ossessione”, prosegue Valentino. “Sarei contento anche di tornare a conquistare qualche podio e vincere una gara, in generale di fare una stagione da protagonista”. Gli stimoli insomma non mancano: “Non voglio dimostrare nulla a Yamaha, ma corro per cercare di fare podi, vincere e fare belle gare. L’obiettivo è divertirmi e far divertire gli altri”.

“Marc Marquez potrebbe anche lottare per il mondiale”

C’è poi l’incognita sul ritorno di Marc Marquez: “Da quello che ho capito gli servirà ancora un po’ di tempo. Quando tornerà sarà forte come prima, nel caso in cui non perdesse troppe gare potrebbe anche lottare per il mondiale”. Nella MotoGP di oggi sono in tanti ad ambire il trono: “Fare una lista è impossibile, o dimentichi qualcuno o li dici tutti. È il bello della MotoGP: ci sono tante moto, team e piloti diversi”.

“La storia di Fausto Gresini ci fa stare tutti male”

Valentino rivolge poi un pensiero a Fausto Gresini: “È una storia molto triste, ci fa stare male tutti. Fausto era in buona forma, ma a 60 anni è morto a causa del Covid. Forse tutti capiranno che questa malattia ci può uccidere anche se si sta bene. Conoscevo Fausto da quando ero molto giovane e lui era ancora un pilota. Ricordo le battaglie con Capirossi e poi ci sono state le battaglie in 250 sempre con Loris e per il titolo MotoGP nel 2003, 2004, 2005 e 2006 con Sete (Gibernau) e Marco (Melandri). È un punto di riferimento nel paddock per gli italiani, inoltre ha squadre di Moto2, Moto3 e MotoGP per far crescere i giovani. Il fatto che non ci sia più è davvero molto triste”.

Jonathan Rea “In Testa, la mia autobiografia” In vendita anche su Amazon Libri

1 commento

Makiland
19:12, 3 marzo 2021

VR correrà fino a 70 anni, lo volete capire ?

POTRESTI ESSERTI PERSO:

marini motogp

MotoGP, Luca Marini: “Da qui avrò qualcosa di nuovo da Ducati”

bagnaia motogp

MotoGP, Pecco Bagnaia: “D’ora in avanti parliamo di campionato”

dani pedrosa motogp

MotoGP, Dani Pedrosa: “Fiero di vedere i piloti KTM davanti”