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Moto2 2019 dopo 14 GP: Italiani, dove siete?

Negli ultimi due anni in Moto2 abbiamo visto due italiani conquistare il titolo. Quest'anno i nostri portacolori sono ben lontani. L'analisi dopo 14 GP.

25 settembre 2019 - 12:38

La stagione 2019 nella categoria Moto2 del Motomondiale non si sta rivelando particolarmente positiva per i colori del nostro paese. Dopo due titoli consecutivi per due piloti italiani (Franco Morbidelli e Francesco Bagnaia), quest’anno i ragazzi del Belpaese sono ben lontani dalla lotta per la conquista della corona. Il migliore dei nostri, Lorenzo Baldassarri, è sesto a 75 punti di ritardo dal leader Alex Márquez. Ci sono state tante novità tecniche, come il passaggio a Triumph e la nuova centralina Magneti Marelli, ma quest’anno sembra mancare il pilota di punta nella truppa tricolore. Analizziamo le prime 14 gare dei piloti italiani, tra delusioni, difficoltà di vario tipo e sorprese.

I MIGLIORI ITALIANI FINORA

Visto lo scoppiettante inizio di stagione, ci si aspettava parecchio dall’appena citato Lorenzo Baldassarri. Tre splendide vittorie nelle prime quattro gare lasciavano sperare in una stagione da grande protagonista. Poco dopo però le cose sono cambiate, la luce sembra essersi spenta: da Jerez infatti ‘Balda’ non è più salito sul podio. Ci sono stati alcuni ritiri ed altri piazzamenti in top ten, ma da allora i migliori risultati sono stati due quarti posti in Italia ed in Austria. Non sono mancati anche alcuni problemi fisici, come la spalla lussata a Le Mans. Da leader iridato e possibile pilota da battere, il pilota di Montecosaro si ritrova ora in sesta piazza, con un ritardo irrecuperabile dal capoclassifica.

Un altro pilota molto atteso, in particolare dopo quanto visto nei corso dei test invernali, era Luca Marini. Finora la sua stagione (non tutta rose e fiori sul piano fisico) non è tutta da buttare: ha chiuso sempre a punti, tranne in Austria (un incidente con Bastianini mentre lottava per il podio). Gli unici acuti sono un secondo posto al Mugello ed un terzo posto ad Assen, mancando di poco un’altra top 3 ad Aragón dopo una bella battaglia. Troppo poco però per pensare di lottare per il titolo o anche solo per le prime posizioni in classifica iridata. Al momento si trova dietro Baldassarri, a 12 lunghezze dal connazionale.

PILOTI IN DIFFICOLTA’ 

Difficile valutare la stagione di due veterani come Mattia Pasini e Simone Corsi. Il primo è subentrato in corsa, disputando qualche gara come sostituto di piloti infortunati, prima di entrare in Tasca Racing proprio al posto del secondo. Non sono mancate anche un paio di lesioni per ‘Paso’, a complicare un’annata già difficile di suo. Non va meglio a Corsi: cinque ritiri e due soli piazzamenti a punti nelle prime nove gare, prima di essere lasciato a piedi dal suo team. Sono arrivate poi due occasioni con NTS RW Racing GP, chiude entrambe fuori dai punti.

Altri due piloti in difficoltà sono Andrea Locatelli e Stefano Manzi, anche se per ragioni differenti. Per ‘Loca’, alla terza stagione in Moto2, manca ancora quel passo avanti che ci si aspettava. Solo tre risultati fuori dai punti quest’anno, ma il miglior piazzamento è un sesto posto ottenuto ad Assen, mentre spesso ha chiuso fuori dalla top ten. Si vocifera di un possibile passaggio al Mondiale Supersport nel 2020. Per Manzi la situazione è diversa: guida una MV Agusta al ritorno nel Mondiale ed in continua evoluzione. Comprensibili quindi le difficoltà sue e della squadra. Spiccano però quattro piazzamenti a punti, tra i quali un 7° posto ad Assen.

GLI ITALIANI ALL’ESORDIO

Chi invece si sta mettendo in luce in questa stagione sono soprattutto due debuttanti, Fabio Di Giannantonio ed Enea Bastianini. Sono loro infatti a contendersi lo scettro di Rookie Dell’Anno, una battaglia che recentemente ha visto l’alfiere Speed Up superare il collega, con 5 GP ancora da disputare. Da segnalare però una stagione già oltre le aspettative per entrambi, con due podi ed una pole position per ‘Diggia’, un terzo posto per ‘Bestia’. Il secondo però recentemente sta lottando con i postumi di una doppia microfrattura ad un piede, conseguenza di un incidente in gara in Austria. Tutti e due rimarranno con le rispettive squadre anche nel 2020: ci si aspetta molto nella loro seconda stagione in Moto2.

All’esordio nella categoria intermedia anche Nicolò Bulega e Marco Bezzecchi, che hanno però accusato qualche difficoltà in più. Il primo ha accusato anche qualche problema fisico, la nota sindrome compartimentale che ne ha influenzato l’inizio di stagione. Nel complesso è un’annata difficile, con soli sei piazzamenti a punti, tra i quali spicca un 7° posto a Brno. L’anno prossimo ci sarà una bella svolta, con l’addio alla Academy ed il passaggio in Gresini. Non va meglio al collega: ‘Bez’ corre con la KTM del team Tech 3, in una stagione ricca di problemi per il costruttore austriaco. Un debutto complesso, con soli tre piazzamenti a punti, dei quali un 10° posto ad Assen. Nel 2020 avrà una bella occasione, visto che approda in Sky Racing VR46.

 

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