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ESCLUSIVA Marco Bezzecchi: “La MotoGP? Solo quando sarò pronto”

Marco Bezzecchi, secondo anno Moto2 in crescita. E nel 2021 "spero di essere tra i più veloci". Commenti anche su organizzazione, favoriti, rookie... L'intervista.

16 dicembre 2020 - 20:00

Una stagione decisamente di crescita per Marco Bezzecchi. Dopo un anno d’esordio complicato in Moto2, ecco il cambio di team ed il balzo avanti, con le prime vittorie ed i primi podi a referto. Oltre ad essersi mantenuto fino alla fine tra i primi anche in classifica iridata. Una situazione sorprendente in primis per lui, ma la considera una dimostrazione a se stesso di ciò che può fare. L’anno prossimo punta a ripartire da qui per essere ancora più protagonista, con l’amico Celestino Vietti come nuovo compagno di box. La MotoGP? Certo un sogno, ma senza fretta: vuole arrivarci preparato. Ecco cosa ci ha raccontato.

A livello fisico come stai?
Tutto bene, il piede più o meno è a posto. Ho fatto la lastra di controllo da poco e sembra che si sia sistemato tutto per il meglio. Da gennaio quindi posso riprendere la preparazione completa, anche la corsa, che non avevo più potuto fare quest’anno.

Come valuti questa seconda stagione Moto2?
Venivo da un anno difficile, poi c’è stato l’infortunio inaspettato, quindi è partita un po’ in salita. Alla fine però sono stato molto molto contento sia del lavoro mio che della squadra. Abbiamo fatto tante belle gare, lottato per le posizioni che contavano fin dall’inizio e questa sinceramente era una cosa che non mi aspettavo. Un bilancio positivo, soprattutto felicità per essere tornato a stare bene in gara come nel 2018.

Possiamo parlare di una dimostrazione anche a te stesso del tuo valore?
Sì, possiamo dire così. L’anno scorso infatti ho avuto qualche dubbio su me stesso, questa stagione invece mi ha aiutato a capire che posso fare delle belle gare, essere veloce. Mi è servito per superare questo momento che ho avuto.

Ti aspettavi di trovarti in ‘zona titolo’ quest’anno?
Non me lo sarei mai aspettato. Un titolo mondiale non è una cosa proprio facile da conquistare. Anzi, più sali di categoria più le cose diventano complicate, visto che ci sono solo i migliori. Non pensavo davvero di lottare per il campionato. Sapevo che potevo lottare per qualche podio, ma non immaginavo di conquistarne sette come quest’anno. C’era tanta voglia di riscatto e sapevo di poterlo fare, ma per il titolo proprio no.

Purtroppo però ci sono stati quei due incidenti ad Aragón… Colpa anche di un po’ di pressione?
Credo di no. Sapevo che ero vicino in campionato, ma l’obiettivo principale era lottare per la vittoria in gara. Avevo bisogno di sentirmi forte, di provare a vincere, ovvero quello che mi premeva di più diciamo per soddisfazione personale. Quando poi sono caduto ad Aragón… Nella prima gara è stato più inaspettato: ero abbastanza in gestione della gara, mi sentivo talmente bene con la moto che in quel giro sono entrato in curva leggermente più rapido del normale. Una curva “bastarda”, un po’ così, con poco margine di errore. Il secondo weekend invece è stato tutto più complicato, abbiamo fatto più fatica da subito. In entrambe le occasioni comunque è stata solo tanta voglia di provare a vincere.

Un filo di delusione per questi errori ed il -23 verso l’ultima gara?
Non particolarmente, anche perché con i “se” e con i “ma” si fa poco. Alla fine sono stato contento, pensando che anche quando sono caduto ero davanti! L’anno scorso cadevo mentre faticavo per fare punti… Certo però c’è un po’ di amaro in bocca, soprattutto perché non sono riuscito a vincere quella gara che mi meritavo, visto che sono stato sempre in testa con margine su Lowes. Alla fine purtroppo ho commesso un errore… Ma per com’è andato l’anno sono soprattutto contento. Anzi, non avevo mai fatto bene anche nell’ultimo GP, non ero mai riuscito a completare una gara decente. Quest’anno invece partivo indietro e sono riuscito a risalire, è stato bello.

Com’è stata la ‘novità’ Portimao?
Qualcuno con la Moto2 ci aveva già girato, come Fernández, apparso velocissimo dopo gare difficili. Anche Maro, che a Valencia aveva fatto fatica mentre a Portimao ci aveva già girato. Ma che tu ci sia andato anni prima o mai è uguale: la fortuna dei piloti del mondiale è che a questo livello fai veramente presto a prendere i riferimenti. Da dire poi che era una pista figa, eravamo tutti molto carichi anche per quello. Spero ci torneremo, merita molto! Molto molto bella e divertentissima, regala grandi emozioni.

Una stagione diversa anche per il calendario, con tante doppie gare sulle stesse piste.
Personalmente i doppi round mi hanno aiutato molto. Rimanere sullo stesso circuito per due GP consecutivi ti permetteva di mettere a posto nel dettaglio le cose di cui avevi bisogno. Ma era anche strano: ci portavano gomme diverse tra un evento e l’altro, quindi era quasi come cambiare tracciato. Ma avere tutte gare vicine e trascorrere molto tempo in moto è stato positivo, a me è servito molto anche perché cambiavo team e avevo bisogno di conoscere la moto, la squadra… Un anno bello per questo, ma se devo dire la mia preferisco di gran lunga la stagione ‘normale’, più lunga e con un po’ più di respiro. Così siamo arrivati alla fine che eravamo tutti distrutti.

Un grande impegno a livello fisico e mentale.
Direi soprattutto mentale. Per quanto riguarda il fisico in un certo senso siamo abituati, ci alleniamo apposta. Mentalmente dopo un po’ non ce la facevamo più! Ok avere gare consecutive, ma tornare a casa magari per qualche giorno già farebbe la differenza. Quest’anno invece stavamo in giro un mese… Sono tornato a casa da circa due settimane, ero in giro da cinque, cosa che in Europa non succede mai, visto che di solito questo accade quando siamo fuori dall’Europa. Era proprio stancante, strano per quello.

Come vi siete organizzati con tutte le restrizioni?
Nel paddock si stava abbastanza bene, anche se ovviamente era brutto non avere i tifosi. Anche se negli eventi in Italia e Spagna normalmente ci sono davvero tantissime persone, si fa fatica a spostarsi, immagino soprattutto i piloti MotoGP. Ognuno ha passato molto più tempo con la propria squadra: mangiavamo nel box tutti insieme… Anzi, diciamo che io ero sempre nel box, quindi ho trascorso tantissimo tempo con il team e questo ha creato un grande rapporto.

E per quanto riguarda il tempo tra una gara e l’altra?
All’inizio ci permettevano di tornare a casa anche con due gare di fila. Verso metà stagione, quando è spuntato qualche caso positivo tra i piloti, ci hanno consigliato, anzi obbligato (se ti muovevi si incazzavano…) a rimanere anche tra una gara e l’altra. Con Aragón-Aragón o Valencia-Valencia-Portimao siamo rimasti lì, ognuno nel suo motorhome. Per fortuna noi dell’Academy siamo tutti molto amici quindi passavamo le giornate insieme, ma penso che se fossi stato qualcun altro penso, fuori da un gruppo così, sarebbe stata più dura arrivare a sera. Non puoi allenarti, sei lì da solo senza i meccanici… Noi ci portavamo la Play, giocavamo insieme, mangiavamo insieme, guardavamo qualche film alla sera, quindi le giornate passavano bene.

La gara più bella e la gara da dimenticare?
La più brutta direi Aragón-2. È stato un weekend opaco: ho fatto fatica, non mi sono mai trovato bene nonostante il passo discreto in qualche turno di prove. In gara non sono mai stato veloce e per cercare di recuperare poi sono caduto. La più bella invece direi Valencia-1. Sono andato bene fin dalle libere, sono stato sempre rapido, ho tenuto un bel passo: davvero un gran weekend di lavoro. In gara poi sono partito davanti e ci sono rimasto, riuscendo ad andare via: una bella vittoria, ma è tutto il GP che è stato positivo. Aggiungo anche i due round a Misano, in cui siamo stati sempre veloci, oltre a regalare spettacolo nel primo weekend con Luca, ci siamo divertiti tantissimo. Nel secondo avevo realizzato una bella rimonta. Ecco, dico Valencia, ma subito in scia la doppia a Misano.

Come sono andati i primi test in ottica 2021?
Molto bene. Abbiamo provato un po’ di dettagli che non abbiamo avuto il tempo di testare durante la stagione. Qualche prova sulla moto, alcune selle… Un po’ di cose che non si riusciva a provare durante un weekend di gara, visto che bisogna pensare ad andare subito forte. Ho iniziato poi a lavorare con Celestino come avevamo fatto io e Luca, quindi è stato importante. Peccato che il meteo non sia stato particolarmente favorevole, ma alla fine mi sono concentrato su quello che dovevo cercare di cambiare. La strada è lunga, ma ci sarà tempo nei prossimi test.

Come sarà avere compagno di box Vietti?
Sarà una bella novità. Lui è molto bravo, l’ho sempre detto: è forte e imparerà in fretta. Già nei test è andato molto bene, quando abbiamo girato insieme ci siamo divertiti. Siamo amici da una vita, sarà molto bello fare una stagione insieme, o anche due: speriamo di andare sempre d’accordo e fare delle belle gare.

Intanto l’anno prossimo diventi il ‘pilota di punta’ del team.
Certo è una bella responsabilità. Fa piacere, vuol dire che hanno delle belle aspettative su di me e che ho dimostrato delle cose belle. Spero di continuare a fare bene e di lottare per vincere, che è la cosa più importante. Certo ci sono ancora tante cose da mettere a posto, ma dobbiamo lavorare fin da subito, essere concentrato, non fare cavolate. Ma devono anche allinearsi tutti i pianeti, essere un po’ fortunati ecco.

MotoGP obiettivo a ‘breve termine’ o è ancora presto?
Non posso negare che sia il sogno che ho da sempre. Ovviamente ci penso, ma non c’è particolare fretta: preferisco aspettare un po’ di più ed arrivarci pronto. Mi piacerebbe tantissimo arrivarci il più presto possibile, ma allo stesso tempo voglio arrivarci preparato.

Per esempio da campione del mondo?
Sicuramente quello sarebbe il coronamento di un sogno. Vincere un mondiale ed esordire in MotoGP sono i miei due obiettivi più grandi. Arrivarci da campione vorrebbe dire che proprio te lo meriti.

Obiettivi per il 2021?
Sicuramente migliorare ancora, ripartendo dai passi avanti fatti in quest’annata. Essere quindi veloce, battagliare per le posizioni che contano fin da subito. Cercare anche di essere più incisivi per il titolo, magari tenendolo a mente da un po’ prima, e quindi di lottare per quello. Sarebbe bello avere questa possibilità, ma le cose devono andare tutte bene.

Chi saranno i probabili piloti vertice l’anno prossimo?
Sicuramente Di Giannantonio sarà veloce con la KALEX, poi Joe Roberts, Navarro, Fernández… Lowes di certo. Quest’anno quand’è caduto facendosi male era in testa e con margine! Lo metto come superfavorito. Poi gli altri che ho citato, ma ci saranno tanti piloti veloci ed io spero di essere tra di loro.

Tra i rookie chi potrebbe sorprendere?
Mi auguro Celestino, ma ne sono piuttosto sicuro. Dico poi anche Raúl Fernández, di stazza era ormai troppo grande per la Moto3 ed in Moto2 può fare bene. Anche Arenas, che arriva forte del titolo. Pure Arbolino, ormai grande, ma secondo me tutti i rookie saranno veloci. Non so cosa aspettarmi invece da Ogura, ha fatto un finale di stagione un po’ strano, ma è uno che va molto forte e secondo me lo farà anche in Moto2. I piloti molto giovani sono tutti veloci, sarà una bella guerra fin da subito.

Secondo te si riuscirà a rispettare il calendario provvisorio?
Certo lo spero, potendo preferisco il Mondiale ‘normale’, ma la situazione è quella che è. Alcune gare ad esempio in America, in Argentina… Le vedo un po’ a rischio, ma non si sa mai. Per quanto riguarda i tifosi secondo me per un po’ ancora non li vedremo, ma intanto sarebbe bello riuscire a disputare tutte le gare che facevamo prima. Speriamo che questa cosa migliori presto: se siamo tutti bravi, se ci impegniamo si può fare, anche se non dipende solo da noi.

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