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ESCLUSIVA Mattia Casadei: “Tolto un bel peso col podio a Le Mans”

Mattia Casadei alla terza stagione MotoE. Un ottimo inizio 2021, soprattutto con la gara a Le Mans, con tanta voglia di essere protagonista. La nostra intervista.

27 maggio 2021 - 20:00

Un infortunio prima dei test di marzo, il rientro, un 4° posto ed una rimonta nel secondo evento MotoE 2021. “È stato super, su un circuito “da mondiale” ha fatto vedere di che stoffa è fatto” aveva detto di lui Paolo Simoncelli dopo la gara a Le Mans. Mattia Casadei si è reso protagonista di un grintoso inizio di campionato, buttandosi nella mischia e portando a casa due risultati di rilievo. Frutto anche di passi avanti come pilota, con una ritrovata fiducia in se stesso e nelle sue capacità. Appena due gare in archivio, ma l’alfiere SIC58 Squadra Corse è ben determinato ad essere tra i protagonisti fino alla fine. Con nel mirino la classe intermedia del Motomondiale…

Com’è andato questo inizio di stagione?

Queste prime gare sono andate bene. A Jerez però eravamo un po’ più indietro a causa dell’infortunio e del primo test saltato. Quest’anno poi hanno portato anche alcune novità, ovvero le gomme ed una diversa taratura della forcella. Due aspetti che però non ci hanno aiutato. Abbiamo quindi lavorato sulla moto del 2020 per tutto il test, raggiungendo i tempi dell’anno scorso, ma gli altri giravano un secondo più forte… Eravamo preoccupati. Da dire anche che non mi sono mai attaccato a qualcuno e questo non mi ha aiutato, non avevo potuto vedere i loro punti forti e deboli. Alla fine però siamo riusciti a trovare la quadra cambiando totalmente la moto: è arrivato un 4° posto che va bene come esordio stagionale.

È seguita la tappa in Francia.

A Le Mans siamo arrivati molto carichi, sapevamo già su che punti lavorare. Ma nei primi due turni abbiamo avuto qualche difficoltà: abbiamo provato a seguire la strada di Jerez, ma non è andata benissimo. Poi assieme al mio capotecnico Marco Grana, che mi aiuta sempre tantissimo, abbiamo trovato la soluzione giusta. Da dire anche che l’anno scorso a Le Mans ero partito benissimo perché mi giocavo il campionato, poi ci sono state alcune cadute… Forse mi ha lasciato qualcosa a livello di testa, alcuni punti non li affrontavo con spensieratezza. Sabato mattina invece sono uscito con una mentalità diversa, pensando a lasciare alle spalle gli errori del passato. Da lì sia io che la moto abbiamo fatto un passo avanti: nelle FP3 mi sono sentito forte ed eravamo positivi.

Un meteo però difficile con un diverso format di qualifiche. 

È stato un po’ strano. Si è trattato di un turno di 12 minuti con sei giri a disposizione. Purtroppo però ho preso sempre bandiera gialla per cadute di altri piloti davanti a me, quindi mi hanno cancellato tutti i tempi. All’ultimo poi stavo facendo il mio giro buono a tre decimi dalla pole, quindi sarei partito in prima fila, solo che all’ultima curva maledetta sono caduto, quindi mi sono ritrovato 16°… Ma era così per tutti. È un formato comunque che si può riutilizzare, visto che un giro secco sul bagnato non è mai facile.

Una partenza dal fondo però che è stata una motivazione in più verso il primo podio dell’anno.

Un risultato che ci voleva proprio: mi ha tolto un bel peso dalla schiena, mi sono sentito molto più leggero. Sì, partire così indietro è stata una carica in più. Quest’anno poi voglio fare un bel campionato e ho pensato da subito che non dovevo dormire nei primi giri, visto che sono anche pochi. Ho cercato di non commettere errori, visto che un semplice lungo ti fa perdere la gara, e superare non è facile. Ce l’ho fatta, sono stato molto contento.

Sei uno dei veterani della MotoE. Che opinione ti sei fatto di questa moto così diversa?

Col tempo sviluppi qualche trucchetto per guidarla sempre meglio. La moto non è cambiata, c’è stata solo qualche novità nei dettagli. Abbiamo visto però che Granado riesce a guidare la moto meglio di tutti, quasi come una ‘normale’. Bisogna imparare da lui, capire dov’è forte e sfruttare la moto come fa lui, ci ha mostrato che si può fare la differenza.

Quest’anno affronterete anche circuiti nuovi con la MotoE. 

A me piacciono le piste nuove. Presumo però che anche lì ci sarà abbastanza battaglia, che saremo tutti molto vicini. A Jerez è successo perché comunque avevamo realizzato tanti test, ma anche in questi tracciati secondo me sarà lo stesso.

Come sei cambiato in questi anni? 

Sono cambiato molto a livello di lavoro con il team, ho una squadra top. Prima avevo sempre fatto CIV 600 e CEV Moto3, mentre la MotoE è una categoria nel campionato del mondo. Per quanto mi riguarda c’è stato un bel passo avanti, in particolare riguardo al fatto che ho più sicurezza in me.

Come ti vedi quest’anno? 

Certamente in lotta per il titolo. Per adesso la classifica dice che sono uno di quelli che se la può giocare, poi l’obiettivo certo è continuare così fino alla fine.

Chi vedi come maggiori candidati quest’anno? 

Oltre a Granado, c’è Zaccone che sta guidando molto bene. Poi direi Aegerter, Torres, Ferrari, Tulovic… Aggiungerei anche Aldeguer, un nuovo arrivato ma che sta guidando molto bene, anche se con qualche errore da inesperto. Direi pure Okubo, che non sta andando piano. Secondo me poi le nuove mescole di gomme hanno aiutato i rookie ad essere competitivi fin da subito.

E per il tuo futuro? 

Vorrei tanto andare in Moto2. Sto cercando di dare il massimo per trovare un posto il prima possibile. So che non è facile, però io ci credo. Di certo mi sento pronto e mi piacerebbe molto confrontarmi con i ragazzi che corrono in Moto2: sono molto competitivi ed anche io mi sento forte. Mi piacerebbe da matti molto potermi scontrare con loro, anche per capire davvero il mio livello. Penso di poter dire la mia, ma sarebbe bello appunto poterlo provare.

Foto: motogp.com

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