Andrea Mantovani CIV MotoE

ESCLUSIVA Andrea Mantovani: “MotoE, così mi lancio nel futuro”

Andrea Mantovani è uno dei rookie MotoE quest'anno. L'occasione nel Campionato del Mondo, le tante novità, un pensiero a Gresini... E molto altro. L'intervista.

20 febbraio 2021 - 19:00

Tra gli esordienti in Coppa del Mondo MotoE troviamo anche Andrea Mantovani, nuovo acquisto di Gresini Racing per la stagione 2021. Classe 1994, originario di Ferrara, ‘Manto’ è carico per questa nuova esperienza in quello che definisce un campionato futuristico. Puntando principalmente a divertirsi, oltre certo a scoprire la grande novità, ovvero una moto elettrica così diversa da quelle a cui è abituato. Parallelamente lo ritroveremo nel CIV Superbike, senza dimenticare il suo lavoro di imprenditore. Come tutti, la speranza è che ci siano miglioramenti riguardo la situazione sanitaria, con un pensiero per Fausto Gresini. Ecco cosa ci ha raccontato.

Quest’anno l’esordio in MotoE. Come sei giunto a questa scelta? 

La scelta è stata dettata dalla voglia di provare una nuova esperienza. In questi anni ho sempre avuto contatti con Fausto Gresini, che mi ha dato una grandissima opportunità. Probabilmente ha osservato anche quello che ho fatto nel CIV Superbike a fine stagione, quando sono riuscito a tenermi tra i protagonisti, quindi mi ha dato questa bellissima occasione. Ora ho davanti questa nuova esperienza su una moto elettrica a me totalmente sconosciuta, visto che ho sempre corso su moto a motore termico. Stai facendo poi un Campionato del Mondo, visto che è una categoria all’interno del Mondiale MotoGP. Quindi grande visibilità, ma mi affascina anche il fatto che si tratti di un campionato futuristico. Mi è piaciuta molto come idea. 

Parliamo di una MotoE non sempre vista di buon occhio. 

Mi ricorda un po’ il passaggio dalle due tempi alle quattro tempi. Sembrava che tutto fosse finito, ricordando il profumo della benzina, il rumore del motore… Ma la gente poi si è adeguata ed il quattro tempi ci piace da matti perché comunque sono motori che vanno benissimo, che danno soddisfazione. La moto elettrica la vedo come un’altra parentesi, un capitolo su cui stanno puntando tanto e sono orgoglioso di prendere parte a questa categoria. Sono moto nuove e che devono essere guidate diversamente, visto che non ci sono le marce né senti il rumore del motore. Ma hanno una coppia incredibile, un’erogazione che è tutta loro… È una nuova esperienza che, come pilota, vedo molto stimolante. 

Ti sei già fatto dare qualche consiglio dai più esperti? 

Sicuramente mi aiuteranno tanto i tecnici di Gresini Racing, personale di altissimo livello che porterà a capire il funzionamento di questa moto. Accanto a me ho una Squadra con la s maiuscola, che in tutti questi anni ha dimostrato di essere al top, anche in MotoE. Al momento so già qualcosa grazie ad un briefing svolto con tutto il team per darmi appunto un’infarinata riguardo la moto ed i suoi comportamenti. 

Che aspettative hai per questa stagione? 

Punto soprattutto a divertirmi. La cosa più importante poi è capire la moto: se ci riesco e mi diverto, i risultati arrivano da soli. Certo comunque questo è il mio primo anno e ho a che fare con persone che hanno già due anni di esperienza alle spalle. Purtroppo però non si possono fare test con queste moto oltre a quelli organizzati da Dorna, quindi non ci si può neanche allenare per capire come funziona. Cercherò comunque di sfruttare le giornate che ho a disposizione per farmi trovare pronto per il campionato.

Come detto, è una moto diversa da quelle ‘classiche’. Come ci si allena per questo ‘cambio’? 

La preparazione alla fine è la stessa che tengo per il campionato italiano, non l’ho intensificata. Alla fine il numero di giri da percorrere è inferiore, anche se è vero che il peso della moto è notevole. Alla fine però si compensa: nel CIV il numero di giri aumenta, ma la moto è più leggera. Di conseguenza ho mantenuto una certa costanza. Anche perché non riuscirei ad allenarmi di più, visto che ho il mio lavoro in un’azienda che realizza pezzi in carbonio. Di conseguenza posso sfruttare la pausa pranzo per allenarmi un’ora, un’ora e mezza, non di più. Sono un pilota-lavoratore in mezzo a piloti professionisti, ma va bene così. 

Come vedi un format di gare così differente dal solito? 

Sarà una bella novità. Una qualifica con un giro secco è un’esperienza, ma possiamo dire che si addice al poco tempo che ho per allenarmi. Non c’è nessun margine di errore, bisogna essere super attenti, a caccia del giro perfetto. Poi per le gare saranno 10-12 giri: sembrano corte, ma non è così. Anche se si parte indietro magari per aver perso qualche decimo la corsa non è finita: se hai il passo puoi risalire fino ai primi posti. 

Hai esperienza a livello internazionale, ma non nel Motomondiale. Cosa ti aspetti? 

Un campionato alla massima espressione della professionalità. Grande rigore in ogni cosa, il rispetto alla lettera di tutte le regole. Alla fine però sarà certo un paddock simile a quello che ho vissuto in Superbike. Quello che ho notato di più comunque sono rigore e professionalità. 

Quanto influenzerà ancora la pandemia? 

È un problema veramente grosso, ancora di più con queste ultime varianti che sono spuntate. Spero che si riesca a vaccinare le persone nel mondo il più presto possibile, in modo da risolvere questo problema. Certo non si può parlare di ritorno alla situazione che avevamo in precedenza, ma magari per metà stagione far sì che le persone riescano a venire a vedere le gare. Riuscire anche a far entrare nel paddock qualche sponsor, organizzando qualche evento, sempre nel massimo rispetto delle regole tra mascherine e distanziamento. Cercare insomma di far ripartire tutto piano piano.

La speranza è che aumentino le vaccinazioni in modo da avere in tre, quattro o cinque mesi almeno tre quarti della popolazione vaccinata. Se non si risolve in qualche modo questa situazione si perdono gli sponsor, lo sport vive anche di questo. Oltre che sulla gente appassionata che investe denaro per avere una certa visibilità, per organizzare eventi durante le varie manifestazioni. Per l’anno scorso abbiamo sorvolato, ma se quest’anno succede ancora una cosa del genere rischiamo di saltare tutti. Non è possibile andare avanti in questo modo. 

Non solo MotoE quest’anno. 

Correrò nuovamente nel CIV Superbike. Faccio parte di un nuovo team nato dalla fusione di due strutture: il Team Vince64 si è unito a Tutapista Corse, squadra con cui ho corso l’anno scorso. L’obiettivo è senza dubbio essere tra i protagonisti: mi auguro che la nuova BMW M1000RR sia una moto competitiva, tale da potermi giocare le prime posizioni e quindi lottare per la vittoria. Si tratta di una moto che conosco già, ed ogni volta che ho avuto a disposizione un mezzo competitivo me la sono sempre giocata davanti. 

Un messaggio per Fausto Gresini. 

Prima di tutto, lo ringrazierò a vita per la grande opportunità che mi ha dato quest’anno. Come lui ha creduto in me, così io credo in lui, convito che possa reagire, anche se parliamo di 55 giorni di coma. Ma può sconfiggere questo brutto focolaio che ha nei polmoni,  attraverso la grande esperienza e dedizione dei nostri medici. I medici italiani sono la massima espressione a livello mondiale e penso che possano trovare la cura necessaria per permettere a Fausto di uscire dal coma farmacologico. Per riuscire ad aprire gli occhi e riprendere a respirare con i suoi polmoni. Da lì, che ci metta sei mesi, un anno, un anno e mezzo per riprendere la sua vita normale è un altro discorso. Intanto forza Fausto, non mollare, ce la puoi fare. Tutti noi del team lo aspettiamo a braccia aperte.

Foto: Instagram

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