Andrea Iannone

Andrea Iannone, la sostanza incrimanata è il drostanolone

Andrea Iannone, attraverso il suo legale De Rensis, ha chiesto le controanalisi. L'iter burocratico potrebbe impedirgli di partecipare al test di Sepang.

19 dicembre 2019 - 12:27

Non sarà un Natale spensierato per Andrea Iannone dopo aver ricevuto la notifica ufficiale della sospensione provvisoria. Adesso la parola passa al suo avvocato Antonio De Rensis, che insieme al consulente, il professor Alberto Salomone dell’Università di Torino, difende il pilota abruzzese. Secondo le prime indiscrezioni la sostanza “peccaminosa” ritrovata nelle urine sarebbe il Drostanolone, steroide anabolizzante androgeno usato per curare alcune forme di tumore al seno, ma impiegato anche nel mondo del bodybuilding.

‘The Maniac’ ha chiesto le controanalisi alla Corte Disciplinare Internazionale (CDI), ma non la revoca della sospensione provvisoria. “La richiesta di controanalisi è stata effettuata – dice il legale De Rensis a ‘La Gazzetta dello Sport -, ora bisogna aspettare i tempi. La data presumibile dell’esito è fissata per il 7 gennaio, presso lo stesso laboratorio accreditato dalla Wada a Dresda che ha effettuato il primo controllo. Io e il professor Salomone saremo presenti. Solo allora sapremo il dato certo delle sostanze e il quantitativo rilevato, fondamentale per tutta la dinamica. Fino ad allora servono però prudenza e cautela“.

‘THE MANIAC’ AL BIVIO

Il Drostanolone ha la funzione di aumentare la massa muscolare. Sappiamo quanto Andrea Iannone tenga al suo fisico, ma per un pilota è controproducente incrementare i muscoli. L’alfiere Aprilia nel corso della stagione ha perso 7 kg, con il lavoro in palestra, per essere più leggero e agile in moto. L’ipotesi più sensata resta quella della contaminazione con carni trattate, consumate durante le 5 settimane di permanenza in Oriente, fra i GP di Thailandia e Malesia. Adesso il tempo stringe in vista dei primi test a Sepang in programma il 7 febbraio. L’iter burocratico non è veloce. Se le controanalisi daranno esito negativo il procedimento si annullerebbe con effetto immediato. Viceversa scatterebbe il deferimento della FIM e si aprirebbe un processo con udienza unica.

La CDI avrà 45 giorni per esaminare le memorie difensive e pronunciarsi. Andrea Iannone rischia da una reprimenda alla sospensione per due anni. L’ultima spiaggia a cui potrà appellarsi è il Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS) di Losanna. Qui difficilmente verrà ribaltata la sentenza della Corte Disciplinare Internazionale. Ma la speranza è che non sia necessario ricorrervi.

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