Talenti perduti: piloti promettenti da piccoli, spariti nel Motomondiale

MotoGP
giovedì, 15 agosto 2024 alle 18:01
deroue piloti dimenticati
di Nicolas Pascual/paddock-gp
Tanti giovani talenti negli anni sono passati per la Red Bull Rookies Cup. Piloti come Johann Zarco, Jorge Martín, Enea Bastianini e Pedro Acosta sono riusciti ad arrivare fino alla MotoGP, ma molti altri non hanno avuto la stessa fortuna. In tenera età non è mai semplice confermare aspettative molto alte, date da iniziali risultati in pista di indubbio valore. Non si tratta di denigrare i piloti che non ce l'hanno fatta, ma puntiamo a illustrare le difficoltà a livello globale. La maggior parte degli adolescenti promettenti infatti incontra molte problematiche sul proprio percorso, a volte extrasportive. Dopo la prima e la seconda parte, concludiamo così questa carrellata di nomi.

Piloti dimenticati: Scott Deroue

Peccato che l'olandese non sia riuscito raccogliere risultati importanti. Fin da giovane Scott si appassionò alle due ruote e si face ben notare a livello nazionale nelle categorie più piccole. Come tanti altri piloti promettenti, lo troviamo nell'edizione 2011 della Red Bull Rookies Cup e non ci mette molto a salire sul podio, a soli 15 anni.
Nella stagione 2012 il mondo lo scopre all'Estoril, quando vince le due gare disputate sulla pista portoghese. Da quel momento in poi è stato grande protagonista nella corsa per il titolo, ma non è riuscito a sconfiggere Florian Alt (ve ne abbiamo parlato nella seconda parte). Il vice campione in carica ha però faticato ad adattarsi alle nuove quattro tempi della Moto3, ma ha comunque vinto una gara a Silverstone. Logicamente gli viene offerto un posto nel Motomondiale, al fianco di Ana Carrasco nel team RW Racing.
È una disfatta. Scott non è mai andato a punti, ha solo un 17° posto come miglior risultato. A 19 anni è già costretto a riorientarsi. Lo troviamo poi nel campionato britannico Moto3, che ha dominato, prima di entrare nella Supersport 300 per il 2017, una categoria di recente introduzione. Fu allora il primo vincitore di una gara nella storia della categoria, e salì regolarmente sul podio, purtroppo però senza mai vincere il titolo. Dopo quattro anni su una Kawasaki da 300cc ha annunciato il suo ritiro all'inizio del 2021, ma nonostante questo si è spostato nel campionato tedesco. Una carriera non all'altezza del suo talento, ma comunque impressionante.

Vi ricordate di Karel Hanika?

Fin dall'inizio di questa serie di articoli abbiamo studiato piloti promettenti, talvolta vincitori in Red Bull Rookies Cup. Questo è un profilo del calibro di “campioni del mondo” prima di perdere il treno. Il giovane ceco Karel Hanika ha fatto scalpore fin dai suoi primi giri durante l'edizione 2012. Dotato di una velocità impressionante, Hanika ha collezionato tre vittorie, quattro podi e otto pole position, chiudendo al terzo posto dietro ad Alt ed a Deroue. Logicamente favorito l'anno successivo, non ha deluso e ha disputato una stagione fantastica con sette successi e tre podi in quattordici gare. Meglio ancora, è partito dalla prima posizione per ben sei volte. Quando ha annunciato la sua firma con la prestigiosa struttura Aki Ajo per il 2013, Karel ha lasciato il segno nella categoria. Ancora oggi detiene il maggior numero di pole, in totale 10, sei delle quali in una stagione, ma ha messo a referto anche il maggior numero di podi (17), il tutto in soli due anni.
Tra i piloti più attesi nel Mondiale, non soddisfa però le aspettative. Nonostante sia dotato di una moto ufficiale, cade molto spesso e non è più nemmeno così veloce. Dopo due anni senza podi, pole o giri veloci in gara, si separa dal team di Aki Ajo. Ha iniziato il 2016 in Mahindra, ma è stato sostituito da Danny Webb a metà stagione. Terribile. Dopo qualche wild card, inclusa una in Moto2 nel 2017, il sogno di diventare un giorno campione del mondo di velocità era finito.
Ovviamente Hanika non è scomparso, tanto talento non può essersi perso in così poco tempo. È infatti la delizia di YART Yamaha nell'Endurance e gli appassionati di questa disciplina hanno potuto vedere la sua rara velocità.

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