MotoGP e
Superbike hanno lasciato Jerez per atterrare l'una in Repubblica Ceca e l'altra a Portimao. I calendari dei rispettivi Mondiali si svolgeranno esclusivamente in Europa fino a quando l'emergenza Covid 19 non sarà finita. Per la stagione 2021 difficile attendersi grandi novità se non ci sarà un vaccino, il rischio è di ritrovarsi a fare i conti ancora una volta con calendari abbreviati e spalmati in pochi mesi.
I viaggi internazionali sono ostacolati dalle ferree leggi sanitarie imposte da molti governi, a volte sono impossibili. Tant'è che il personale giapponese della MotoGP non potrà fare ritorno a casa fino al termine del campionato. Restrizioni che portano conseguenze anche sul turismo con drammatiche ripercussioni finanziarie. Di recente
Dorna ha cancellato anche gli eventi in Argentina, Thailandia e Malesia, nonostante il cauto ottimismo di inizio estate verso le rotte orientali.
Rotte extra-europee a rischio nel 2021
I calendari 2021 non verranno diramati prima di metà dicembre e saranno molto flessibili, con il rischio che molte date vengano annullate poche settimane prima. Il presidente della FIM
Jorge Viegas si ritrova a dover affrontare una situazione senza precedenti. "
Cerco di motivare tutti e risolvere i problemi ogni giorno, perché questa crisi cambia ogni giorno - racconta a Speedweek.com -.
Quando rimandiamo le gare, non sappiamo cosa aspettarci il giorno successivo; questo lo rende una grande sfida". MotoGP e
Superbike non riprenderanno il loro tragitto extra-europeo fino a quando non sarà disponibile un vaccino. "
Vogliamo tornare dove eravamo prima. È uno sport globale e non possiamo correre solo in Europa. Ciò riguarda non solo il campionato mondiale Superbike, ma anche la MotoGP".
Inevitabilmente il pensiero e i progetti sono già rivolti alla stagione 2021. Ma fare programmi è impossibile e dovremo prepararci ad un secondo "Mondiale continentale". "Se possiamo tenere i campionati solo in questo modo straordinario, dobbiamo conviverci - conclude il presidente FIM -. Il mio desiderio è di poter tornare alla normalità. Vogliamo organizzare gare in Asia, Sud America, ecc". Ma avverte: "Non so se sarà possibile l'anno prossimo".
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