Bagnaia, Martin e le rimonte leggendarie: tre Mondiali decisi all'ultimo

MotoGP
domenica, 10 novembre 2024 alle 17:00
bagnaia martin motogp 2024
Per la diciannovesima volta il Motomondiale si decide all’ultimo Gran Premio. Sul circuito di Barcellona, Pecco Bagnaia e Jorge Martin si contendono il titolo iridato. Sulla carta l’epilogo sembra già scritto: i 24 punti di vantaggio dello spagnolo sul campione del mondo di Chivasso sono un abisso difficile da colmare. Un’impresa che – per difficoltà – non avrebbe eguali, ma che Bagnaia cercherà di inserire nello stesso capitolo del libro di storia della MotoGP in cui sono collocati gli unici duelli finali decisi a favore dell’inseguitore

Rainey contro Doohan: la rimonta del 1992

Fino al 1992 diversi Mondiali sono stati decisi all’ultima gara, ma nessuno ribaltando i pronostici. È Wayne Rainey a invertire la rotta. Lo statunitense centra l’ultimo titolo della carriera all’ultima gara, epilogo di una stagione segnata da gravi infortuni: Rainey si fa male nelle prove in Germania e decide di tornare in patria per farsi curare; Mick Doohan, suo rivale per il titolo e leader con 65 punti di vantaggio, si frattura la gamba (rischiando anche la vita) nelle prove ad Assen ed è costretto a saltare quattro GP.
Mick rientra alla penultima gara, senza ottenere punti. Wayne vince e si porta a sole due lunghezze. Il match ball a Kyalami, in Sudafrica: Doohan si piazza sesto, Rainey sale sull’ultimo gradino del podio e scrive il proprio nome nell’albo d’oro.

Rossi e Hayden: rimonta e ribaltone nel 2006

Il 2006 è una stagione travagliata. Valentino Rossi vuole il sesto titolo mondiale consecutivo, ma fin da subito si capisce che non sarebbe stato un dominio: all’esordio a Jerez è tamponato da Toni Elias alla prima curva, vince in Qatar ma manca il podio in Turchia e incappa in un duplice zero in Cina (problema di gomme) e Francia (problema tecnico della sua Yamaha).
Nicky Hayden su HRC prende il largo in classifica e appare quasi imprendibile quando vince in Olanda, con Rossi 8° il giorno dopo la frattura alla mano. Tre GP più tardi, l’americano concesse il bis a Laguna Seca, portando a 51 punti il distacco da Rossi, a secco a causa della rottura del motore. Nelle successive cinque gare, però, Rossi conquista altrettanti podi e Hayden nessuno, venendo inoltre centrato da Pedrosa all’Estoril.
Si arriva dunque a Valencia con Valentino in vantaggio di otto punti su Nicky. Lo sport sa però essere beffardo: Hayden si riprende in extremis ciò che per tutta la stagione sembrava esser suo, con un terzo posto che, complice la caduta di Rossi (giunto 13°), gli vale il titolo mondiale.

Il Mondiale MotoGP 2015: tra penalità e polemiche

Rossi è protagonista (suo malgrado nuovamente in negativo) nel 2015. Grazie a 4 vittorie e 11 podi, il Dottore è leader del Mondiale fino all’ultima gara, dove sconta la penalità per il famoso “scontro” con Marc Marquez. Parte ultimo, ma è convinto di poter difendere i sette punti di vantaggio sul compagno di squadra Jorge Lorenzo. La rimonta, in effetti, è da favola, ma lo porta “solo” fino al quarto posto. Lorenzo si aggiudica gara e titolo, tra polemiche che persistono ancora oggi.

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