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Andrea Dovizioso più di ogni altro pilota MotoGP
si lamenta dell'imprevedibilità delle gomme. Un argomento avanzato
anche da Valentino Rossi a più riprese in questa stagione. Ma il vicecampione della Ducati ha di recente riservato parole pungenti per
Michelin: "
Non c’è una spiegazione e a me dà fastidio". Dall'inizio della stagione la nuova carcassa più morbida mette in difficoltà il setting della Desmosedici. Al Red Bull Ring il box #04 sembrava aver trovato le soluzioni, ma dopo una settimana cambia tutto.
Temperature d'asfalto e pressione delle gomme
Il Dovi lamenta troppi alti e bassi al termine di una
gara in Stiria a dir poco affannosa con la gomma media. "
Nessuno ha la situazione sotto controllo, nemmeno Michelin", ha affermato il forlivese domenica pomeriggio. "
Credo che Michelin stia facendo il massimo, ma fare due gare così diverse sulla stessa pista non esiste". Non poteva restare indifferente a certe dichiarazioni Piero Taramasso, responsabile motorsport della Michelin. "
Dovi ha ragione a dire che la seconda gara avrebbe dovuto facilitare il lavoro, ma siamo passati dai 50° di Zeltweg 1 ai 30° di domenica".
Inoltre nel box di
Andrea Dovizioso avrebbero commesso due errori: "
Il primo è che il team ha utilizzato una pressione dei pneumatici troppo bassa, come dimostrano i dati - sottolinea Taramasso -,
in gara non è mai riuscito a far lavorare le gomme nel gusto range di temperatura. Il secondo è di avere parlato prima di avere visto i dati. Ma se in gara con la media fai 1’24”4 non puoi avere una gomma fallata".
Michelin è tornata in MotoGP nel 2016 e per tre anni non ha assestato cambiamenti rilevanti, "
normale che i piloti si fossero abituati".
Assetto 'variabile' e controllo qualità
La nuova gomma 2020 offre più grip e ciò richiede ai prototipi MotoGP stile di guida e bilanciamento differenti. "
Non ci sarà mai un assetto magico che funziona su ogni pista - aggiunge Piero Taramasso come riporta 'La Gazzetta dello Sport' -.
Di tutte, KTM e Suzuki, non so se per la moto, i piloti giovani o il lavoro degli ingegneri, la interpretano meglio, ma con le Ducati Miller e Zarco vanno forte". In altre parole... il problema sarebbe esclusivamente di
Andrea Dovizioso.
Infine il boss
Michelin respinge ogni accusa di un problema di controllo della qualità: "
È la giustificazione più facile, ma non avete idea di quanti controlli ci siano... La qualità è la nostra priorità. E quando piloti o team ci criticano, chiediamo la telemetria, compariamo i nostri dati coi loro e, se posso azzardare una percentuale, nel 95% dei casi ci troviamo d’accordo nell’analisi. Considerando le 10 mila gomme utilizzate ogni stagione, dal 2016 al 2019 ci saranno state una decina di gomme che non rendevano come avrebbero dovuto".
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