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Maverick Vinales è volato a Jerez per assistere dai box al test privato effettuato da Pol Espargaro e Dani Pedrosa. Un buon segno in vista della prossima stagione MotoGP e del progetto KTM in generale, dopo le tante voci di crisi finanziaria del gruppo austriaco. Il pilota di Roses ha chiuso il capitolo con l'Aprilia per saltare in sella alla RC16 e, in un recente documentario, ha parlato a 360 gradi della sua vita professionale e privata.
Vinales e l'Aprilia
DAZN ha pubblicato il suo tanto atteso documentario 'Maverick: Dos Vidas', offrendo uno sguardo intimo e rivelatore. A cominciare dalle oltre tre stagioni insieme al marchio di Noale, dove è giunto nell'estate del 2021, dopo il crudo divorzio da Yamaha. "Aleix (Espargaró) è andato fuori dagli schemi nel 2022, è l'anno migliore che ha avuto nella sua vita. È successo che non capivo la moto, non andavamo bene. Ho dovuto riprogrammarmi. È stato molto difficile adattarsi alla moto", ha confessato Vinales.
L'alfiere spagnolo svela le tensioni vissute con il management dell'Aprilia durante le trattative per il suo mancato rinnovo. "L'Aprilia avrebbe potuto chiudere in Qatar. Ho detto loro 'se volete che continui con voi, adesso è il momento'. Poi sarò molto più costoso e non sarò chiaro al riguardo". Queste parole mostrano un Maverick più cinico e spregiudicato, che ha imparato a dare priorità alle proprie ambizioni. "Quando ho visto la reazione, ho detto 'Maverick, pensa tanto a te stesso, non tanto alla tua squadra'".
La firma per KTM
La decisione di unirsi a KTM è un capitolo fondamentale del documentario. Vinales analizza con franchezza la sua scelta, spiegando le ragioni che lo hanno portato a optare per il team austriaco rispetto ad altre opzioni come la Ducati. "Qual è la prossima sfida che voglio? Per me la sfida è vincere il Mondiale. Sono arrivato alla conclusione che ci sono due schieramenti: o sei lo sfidante oppure passi al lato oscuro. In Ducati è così, è molto difficile vincere; hai la stessa moto, ma non le stesse armi. Quindi mi restava solo un'opzione: andare in KTM ed essere lo sfidante".
Nelle ultime stagioni MotoGP la Casa di Borgo Panigale ha dominato in lungo e in largo, eppure il pilota di Roses ha dato massima fiducia a KTM. Uno sguardo va al passato... "Suzuki era una passione, Yamaha un 'business' e Aprilia un mix," dice ridendo. Del suo periodo con la Suzuki, ricorda: "Era una squadra molto europea. Davide Brivio era responsabile di tutto e ogni due settimane era in Giappone. Il salto più grande che ho visto su una moto è stato in Suzuki, dal 2015 al 2016".
D'altronde riconosce che Aprilia gli ha restituito parte della passione per le corse, riportandolo alla vittoria in MotoGP. "È un marchio che vive di corse. Ho avuto anche l'opportunità di passare in KTM (nell'estate del 2021, dopo la rottura con Yamaha), mi hanno regalato una terza moto ufficiale, ma in quel momento avevo dato la mia parola ad Aprilia. Era una scommessa molto rischiosa, ma ci voleva una cosa del genere".
Le due figlie di Maverick
Nel documentario
Vinales offre anche una visione del suo essere padre. "
So distinguere molto bene quando sono a casa e quando sono in moto, e questo mi aiuta, perché alla fine non mi stresso", ha concluso. Il mondo delle corse non è adatto alle sue figlie. "
Il paddock non è un mondo per bambini. Io sono di questa idea. Non credo che per le ragazzine sia un mondo dove imparare qualcosa".
Foto: Instagram @maverick12official