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Giovedì
Marc Marquez ha ammesso che dopo la gara MotoGP di Jerez
gli è passato per la testa di prendersi un altro stop. Le condizioni della spalla destra gli impediscono di guidare la Honda RC213V con il suo stile di guida in modalità "attack". La cura antibiotica procede, la placca resta ben fissata, ma il dolore in certe situazioni non dà tregua. Ha gareggiato al Gran Premio di Francia, è stato anche in testa, ma poi è caduto due volte in condizioni difficili.
Al Mugello Marquez sta attraversando un momento più difficile rispetto a Le Mans, anche per le caratteristiche della pista. Il manager del team Honda Alberto Puig non ha escluso che il fuoriclasse di Cervera possa rinunciare anticipatamente alla gara domenicale. "Seguiamo le sensazioni del pilota e i consigli dei medici. Sappiamo che sta soffrendo, ma sappiamo anche che la frattura sta guarendo", ha detto a 'DAZN Spagna' e ha continuato: "Ma se la situazione suggerisce che è meglio fermarsi, allora si fermerà. Questo è chiaro".
Marc Marquez ha confermato le dichiarazioni del manager catalano. "Ieri ho trattenuto le mie parole. Alberto lo ha detto ora ed è realtà". Nel box Honda le priorità sono cambiate. "Sappiamo che cinque punti, se siamo ottimisti dieci punti, o un punto alla fine non cambieranno il nostro risultato di fine anno". Per il Cabroncito l'obiettino è uno solo: vincere il titolo MotoGP, altrimenti è un anno di transizione, per non definirlo fallimentare. "Per noi di HRC, non importa se arriviamo quinti, sesto o decimo. Se non vinciamo, è un brutto anno". Parole che fanno da casa di risonanza nel paddock del Mugello, ma bisogna resettare gli obiettivi. "Quello che ho imparato negli ultimi mesi è avere pazienza. Sì, la spalla è più stabile ora, ma la sensazione cambia a seconda di quanto è pesante il carico. Oggi è diventato chiaro che sono severamente limitato su questa pista".
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