MotoGP, Marc Marquez: il record negativo resta anche con Ducati

MotoGP
sabato, 10 agosto 2024 alle 12:00
marc marquez e pecco bagnaia
La stagione MotoGP ha compiuto il giro di boa, con dieci GP completati e altri dieci da affrontare. A metà campionato è già tempo di statistiche, a cominciare da quelle riguardanti le cadute dei piloti. Come l'anno scorso Marc Marquez detiene ancora il record per il pilota con il maggior numero di cadute. Ma questa volta non sulla Honda, bensì sulla competitiva Ducati Desmosedici.

Il podio delle cadute

Nel conteggio generale delle cadute finora registrate, compreso l’ultimo Gran Premio di Gran Bretagna, Marc Marquez è in testa alla classifica. Ad oggi il pilota della Gresini ha collezionato un totale di 15 cadute. Ricordiamo che nella stagione MotoGP precedente con la Honda ne totalizzò 29! Nonostante sia quarto in classifica generale, continua questo trend negativo per il fuoriclasse di Cervera, caratterizzato da uno stile di guida ritenuto troppo estremo, anche se i motivi potrebbero ricercarsi altrove...
Dietro di lui nella classifica delle cadute ci sono due piloti dell'orbita KTM. Brad Binder con un totale di 12 incidenti, a pari punti con il 'rookie' della MotoGP, Pedro Acosta anche lui a quota 12. Al pilota di origine sudafricana mancano solo altre 3 cadute per superare il record personale dell'anno scorso (15). In questa particolare classifica compaiono anche altri nomi noti. Marco Bezzecchi, Joan Mir e Johann Zarco, ciascuno con 10 cadute, completano il podio dei piloti con più incidenti in pista.

Il "caso" Luca Marini

Ad un livello leggermente inferiore in termini di cadute troviamo Alex Márquez (Gresini) e Jack Miller (KTM) con 9 cadute ciascuno. Seguono Alex Rins, Maverick Vinales e Franco Morbidelli, tutti con 8 cadute fino ad oggi. Fabio Di Giannantonio, Aleix Espargaró e Jorge Martin hanno raggiunto 7 cadute ciascuno, mentre Augusto Fernandez e Raul Fernandez hanno toccato quota 6 cadute.
Da segnalare l'anomalo caso di Luca Marini, che ha registrato solo 3 cadute, il numero più basso tra i piloti della classe MotoGP. Anche se questo dato può essere interpretato positivamente, va contestualizzato con la sua prestazione generale. Il pilota di Tavullia è riuscito finora a racimolare solo un punto iridato. Ciò suggerisce che, nonostante abbia evitato incidenti, il suo ritmo di gara non è stato sufficiente per competere allo stesso livello dei suoi rivali. È possibile che la mancanza di ritmo lo abbia portato ad adottare una strategia più conservativa, evitando rischi inutili con una Honda RC-V afflitta da problemi e ancora alla ricerca della sua vera identità

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