MotoGP, Gino Borsoi sulla rottura Pramac-Ducati: "La scelta di Marquez ha influito"

MotoGP
sabato, 10 agosto 2024 alle 11:30
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di Manuel Pecino/motosan.es
Negli ultimi mesi ci sono stati molti cambiamenti nel team Pramac. Da una parte l'addio di Jorge Martin, dall'altra l'uscita da Ducati. La squadra formerà un tandem con Yamaha, lasciando quindi a Ducati sei moto nella griglia MotoGP. Ne abbiamo parlato con Gino Borsoi, team manager di Pramac.

In tutta questa situazione, ti hanno detto che devi stare sereno?

Bisogna sempre esserlo, serve trasmettere tranquillità alla squadra. Alla fine quello che io trasmetto si riflette nelle persone. Quanta più serenità e tranquillità trasmetto, tanto più calma è la gente, soprattutto sapendo che stanno facendo un buon lavoro. Quello che è stato scelto e deciso è la soluzione migliore per il futuro.

L'incertezza degli ultimi mesi in qualche modo ha condizionato il funzionamento del box Pramac?

Il punto focale, ovvero il fine settimana, a volte s'è spostato verso riunioni per prendere decisioni sul futuro. Se il futuro è chiaro, come l'anno scorso, puoi concentrarti solo sul fine settimana, sul prepararti nel miglior modo possibile. Quest'anno in alcune gare non sono stato totalmente dentro il box, né completamente preparato mentalmente per il fine settimana. Anche se cercavo di trovare il tempo per tutto, un giorno ha solo 24 ore e a volte serve scegliere le priorità.

"PRAMAC NON SARA' UN TEAM SATELLITE YAMAHA"

La "onda d'urto" dell'arrivo di Marc Marquez in Ducati ha influito sulla vostra decisione di cambiare con Yamaha?

Credo abbia influito un po' tutto. Ad esempio la decisione di Ducati di non ingaggiare Jorge Martin, che fin dall'inizio aveva disputato una grande stagione, e sarebbe arrivato dal team Pramac, che è un po' la 'scuola', il 'fratello minore' di Ducati. Per come la vedo io, avrebbe dovuto passare nel team ufficiale, visto che da due anni sta dimostrando di essere uno dei piloti migliori in MotoGP.
Ci sono però molti fattori che hanno influito, era una decisione difficile. Questa squadra è legata a Ducati da 20 anni, i rapporti con Dall'Igna e Domenicali sono di amicizia, non solo di affari. Ma ci sono aspetti, come la scelta di Marquez, che le persone da fuori non possono capire. Queste scelte da parte di Ducati hanno fatto pensare a Campinoti che forse era il momento di uscire dalla zona di confort.

Ora dovrete costruire una nuova relazione con Yamaha.

Ci abbiamo riflettuto quando abbiamo preso la decisione. Abbiamo preso un foglio e abbiamo scritto pro e contro di questo cambio di marcia. Tutto questo era scritto tra gli obiettivi, non tra gli aspetti contrari. Ci vorrà tempo, ma è quello che succede sempre quando vuoi uscire dalla tua zona di confort.

Chi sceglie i piloti MotoGP, voi di Pramac o Yamaha?

Come in Ducati, così succederà in Yamaha. Abbiamo cercato di portare a Yamaha il nostro modo di lavorare, la mentalità, i nostri schemi e le idee di Ducati. Sono il miglior punto di partenza e la formula migliore per cominciare a ottenere risultati il più presto possibile. I piloti poi verranno scelti assieme a Yamaha, visto che avranno un contratto diretto con la fabbrica. Di fatto questa non sarà una squadra satellite, ma un team parallelo, più ufficiale, di Yamaha.

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