Stagione MotoGP 24 da dimenticare per
Luca Marini che, dopo 17 Gran Premi, ha raccolto soltanto 9 punti in classifica. Non è mai andato oltre la 12esima posizione in gara, il suo miglior risultato è il decimo posto nella Sprint a Phillip Island. La Honda RC-V continua ad avere seri problemi, ma già si sta guardando al prossimo step evolutivo in vista del prossimo Mondiale.
Problema di riscaldamento gomme
In Australia il pilota di Tavullia ha firmato il giro più veloce in gara per un pilota Honda (+0.646) nel penultimo giro del Gran Premio. Joan Mir e Takaaki Nakagami del team LCR hanno fatto segnare i loro migliori tempi al 21° giro, Johann Zarco al 18° giro. Il ritardo nelle prestazioni dei piloti Honda evidenzia le difficoltà nel riscaldare lo pneumatico posteriore quando si utilizzano mescole "più dure". Su questo e altro stanno lavorando gli ingegneri HRC, in attesa della prossima stagione MotoGP e dei nuovi arrivi in squadra. A cominciare dal neo collaudatore Aleix Espargaro e dal direttore tecnico
Romano Albesiano, che proveranno a trasferire quanto di buono fatto in Aprilia negli ultimi anni.
Una situazione non semplice per
Luca Marini che però non si arrende. "
Ci è costato molti giri portare la gomma a temperatura", ha detto il fratello di Valentino Rossi, che ha anche perso terreno all'inizio quando ha dovuto evitare un testacoda di Marc Marquez. "
Per questo non siamo in grado di lottare con gli altri, soprattutto contro KTM e Aprilia. Siamo lenti all'inizio. Ma poi dopo sei giri, quando la gomma posteriore è pronta, il ritmo ha iniziato a essere molto competitivo e ho potuto divertirmi molto. Il feeling con la moto è stato uno dei migliori della stagione. Quindi dobbiamo cercare di capire come far funzionare meglio lo pneumatico posteriore, qui sta il problema".
Passi in avanti per la RC-V
Sebbene in questo campionato MotoGP non sia ancora riuscito a entrare nella top-10 con la Honda, Marini è incoraggiato dai progressi compiuti finora. Anche se i risultati tardano ad arrivare, s'intravede qualche spiraglio di luce all'interno del box e fra i dati della telemetria. "Abbiamo già risolto molti problemi", ha sottolineato il 27enne neo papà. "La moto è migliorata rispetto all'anno scorso e all'inizio della stagione. Ma quando la mescola è così dura, è difficile per noi".
In vista del prototipo 2025 le idee sono abbastanza delineate. "Di sicuro, è una questione di distribuzione del peso nella moto. Abbiamo troppo peso nella parte anteriore perché in passato le moto vincenti erano così. Soprattutto con gli pneumatici Bridgestone, [Honda] ha sempre vinto con questo modo tradizionale di costruire la moto. Anche per il pilota è fantastico avere questo tipo di feeling con la gomma anteriore. Ma il problema è che la parte posteriore è la parte migliore degli pneumatici Michelin e non siamo in grado di sfruttare tutto il potenziale dello pneumatico posteriore. Sicuramente l’obiettivo per il prossimo anno sarà quello di provare a cambiare un po’ la distribuzione dei pesi e di caricare di più la gomma posteriore, come fanno le altre moto".
Distribuzione dei pesi
Per puntare alle zone di vertice del Mondiale MotoGP serve rivoluzionarsi e adattarsi alle nuove circostanze. Mentre la Ducati va forte per la sua aderenza al posteriore,
Luca Marini pensa che altri produttori siano ancora più bravi a scaldare rapidamente la gomma posteriore. "
Penso che dovremmo guardare soprattutto alla KTM perché è la maestra in questo. Già nel primo giro a volte forse spingono anche troppo sulla gomma posteriore", ha concluso il pilota del team Honda factory. "
Dobbiamo lavorare, cercare di analizzarli e trovare un modo per migliorare questa situazione. Se riusciamo a risolvere il problema, al momento possiamo lottare per la P7 o P8. Ma dobbiamo risolvere questo problema".