MotoGP, l'importanza del circuito di Jerez per lo sviluppo

MotoGP
lunedì, 29 aprile 2019 alle 17:54
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Il circuito di Jerez è uno dei più tecnici del calendario e quest'anno potrebbe richiedere ancora più attenzione per via del nuovo asfalto. Dopo i grandi lavori eseguiti nel 2017 il nuovo manto ha rivelato alcuni punti di lesione restaurati lo scorso gennaio. Per questo motivo Michelin ha voluto mettersi al sicuro portando una gomma hard extra, per non farsi trovare impreparata dinanzi al nuovo livello di grip.
Non a caso il tracciato andaluso viene scelto per effettuare dei test collettivi e privati nel corso della stagione. Il lunedì successivo alla gara si terrà una giornata di test collettivi per proseguire lo sviluppo dei prototipi. Nel novembre scorso la prima sessione di test invernali MotoGP si è chiusa qui a Jerez. Con i suoi 4,4 km, 5 curve a sinistra e 8 a destra e due delle staccate più impegnative del Mondiale (curve 1 e 6), conta molto la manovrabilità, il comportamento dello sterzo, la gestione delle gomme per affrontare le lunghe curve e le alte temperature.
Altrettanto importante il controllo delle impennate nella curva 5, quando i piloti accelerano verso il rettilineo più lungo di 607 metri. "Abbiamo così tanta potenza che è importante che la ruota posteriore non scivoli, soprattutto su una pendenza", afferma Daniele Romagnoli, il capo tecnico di Danilo Petrucci, in un'intervista a Motogp.com. Massima attenzione anche all'elettronica, per garantire un grip costante in posizione inclinata durante l'accelerazione. Per questo motivo Jerez rappresenta una tappa fondamentale per l'evoluzione delle MotoGP. Francesco Carchedi, capotecnico di Joan Mir, sottolinea l'importanza del tracciato spagnolo: "Potrebbe considerarsi uno dei circuiti più importanti, perché se la moto funziona a Jerez, allora avrai un buon anno, perché andrà bene sulla maggior parte delle piste".

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