MotoGP, le lacrime di Jorge Martin: "Non volevo più correre"

MotoGP
sabato, 30 novembre 2024 alle 9:54
jorge martin 7
Jorge Martin è diventato campione del mondo per la seconda volta. Nel 2018 è salito sul trono iridato della Moto2 con una Honda del team Gresini, a distanza di sei anni si è affermato il re della MotoGP. Il 26enne pilota madrileno ha firmato un autentico capolavoro, vincendo con il team satellite Pramac prima della scissione da Ducati. Ora è il momento di godersi l'incredibile impresa, dal prossimo anno inizia una nuova avventura con Aprilia.

La vittoria dopo la tempesta

Un profondo grazie va alla Ducati, che non solo l'ha portato in MotoGP ma gli ha dato la possibilità di diventare campione del mondo. D'altra parte resta l'amarezza per dover dire addio al costruttore emiliano e alla Desmosedici, con cui avrebbe potuto continuare a scrivere pagine di storia. Jorge Martin non ha avuto un percorso facile nella sua carriera da pilota, ha attraversato molte cadute, una su tutte quella di Portimao nel 2021, e diverse operazioni. Ma alla fine 'Martinator' è riuscito a superare tutte le difficoltà, compreso il contraccolpo psicologico per il mancato successo dell'anno scorso al termine dell'ultima gara.
Al termine di una lunga ed entusiasmante sfida con Pecco Bagnaia durata un'intera stagione. "Sono momenti belli, ma anche duri, perché è il sogno di una vita, si vede la vera sofferenza. Dico sempre che è un titolo per la mia famiglia, per la mia gente, per la mia squadra, per tutti gli spagnoli che sono stati dietro la televisione". All'indomani dell'ultimo GP al Montmelò non nasconde di aver pianto ricordando i "tanti momenti brutti... dopo la scorsa stagione, a gennaio, ho sofferto tanto a livello psicologico, non volevo più correre, mi sono apparse tante paure", racconta il campione di MotoGP.

Il futuro di 'Martinator'

Nessuno ha regalato nulla a Jorge Martin e quello che ha ottenuto è solo frutto di lavoro, dedizione, caparbietà. Una volta sfiorata la gloria, è bello guardarsi indietro e vedere le sofferenza valicate: "Sarò stato operato 15 o 20 volte. Tutto questo è stata tanta sofferenza, ma è ciò che mi ha portato qui, dove sono. Alla fine sono grato per ogni caduta. Perché da ognuna ho imparato qualcosa e mi hanno portato ad essere quello che sono oggi", confessa ai microfoni di DAZN.
Nel 2025 inizia un nuovo capitolo con l'Aprilia e ripetersi non sarà facile, almeno in teoria. La Ducati Desmosedici resta la moto da battere e per i tecnici di Noale non sarà facile colmare il divario in tempi brevi. Buone le impressioni dopo il primo test ufficiale MotoGP a Barcellona, ma sono evidenti anche i primi limiti. Il neo campione farà tutto il possibile per difendere la corona dalla voglia di rivincita di Bagnaia e dal fenomeno Marc Marquez, che ora veste rosso. "Penso di avere molto margine di miglioramento e di poter continuare ad imparare. Questo è il mio obiettivo e se avrò altri titoli quando mi ritirerò sarà incredibile".

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