Prima di migrare in Yamaha, il team Pramac vuole provare il confronto diretto in famiglia con la Ducati, prima di dirsi addio dopo una collaborazione ventennale. Jorge Martin comanda la classifica piloti MotoGP con tre punti di vantaggio su Pecco Bagnaia, ma la sfida è ancora lunga con dieci gare ancora da vivere. Gli ultimi mesi non sono stati facili per la squadra di Paolo Campinoti, davanti ad un bivio per decidere il proprio futuro. Alla fine le condizioni economiche offerte dal marchio giapponese erano decisamente più favorevoli.
Le trattative Pramac-Yamaha
In passato il futuro del team satellite era chiaro, la partnership con Ducati era solida e pareva inossidabile. Invece nel paddock della MotoGP nulla si deve dare per scontato. Il team manager
Gino Borsoi ha dovuto in parte distogliere l'attenzione dai GP per concentrarsi sulle trattative. "
Quest'anno ci sono state gare in cui non potevo essere al 100% ai box. Ho cercato di trovare il tempo per fare bene entrambe le cose, ma ci sono solo 24 ore in un giorno e devi dare una priorità". Dopo
la firma e l'ufficialità Pramac può adesso ritornare a pensare soltanto alla sfida iridata, anche se un occhio è già rivolto alla prossima stagione. "
Tutta la preparazione per il Mondiale 2025 è già iniziata, quindi il 2024 e il 2025 si svolgeranno in parallelo".
Il divorzio dalla Ducati
La preparazione per il prossimo campionato inizia prima dei test di Valencia, poi arriva la messa a punto della moto in Giappone e infine i test in Malesia. Tutto ciò richiede molto tempo e impegno e avviene in concomitanza con la corsa al trono iridato del 2024. Suona strano sapere che Pramac lascerà Ducati, la decisione di ingaggiare Marc Marquez ha avuto sicuramente un peso fondamentale. "Non posso dire se la decisione sia giusta o sbagliata - spiega Borsoi a Speedweek.com -. Ovviamente hai una prospettiva diversa, ma è molto difficile dare un giudizio senza conoscere il contesto: ecco perché non voglio farlo".
Jorge Martin meritava il posto nel team ufficiale, dopo le brillanti prestazioni nell'ultimo biennio. Ma i vertici di Borgo Panigale hanno preferito arruolare una leggenda affermata per puntare al titolo con due alfieri. Non è però l'unico motivo che ha spinto Pramac a virare verso la Yamaha. "Sono stati molti i fattori che ci hanno portato a prendere una decisione così difficile e complessa. Per molti estranei è difficile capirlo perché non conoscono tutti i fattori. Ci sono state certe decisioni e richieste da parte della Ducati che hanno fatto pensare a Campinoti che forse era giunto il momento di lasciare la nostra zona di comfort".
L'ultima sfida con Ducati
Ci vuole tempo per costruire con Yamaha lo stesso rapporto di lavoro avuto con Ducati per molti anni. Ma bisogna anche tenere conto che alcuni dipendenti Ducati sono passati o passeranno a Yamaha. "
Quindi non si parte da zero". Per il momento c'è da pensare all'assalto di questo titolo MotoGP e in Pramac si dicono sicuri che la Casa emiliana non metterà il bastone tra le ruote. "
Gigi Dall'Igna non ha mai fatto nulla contro una squadra e non credo che partirà adesso, anche se non abbiamo un futuro insieme. So che persona professionale è Dall'Igna e sono sicurissimo che, come lo scorso anno, la Ducati non farà assolutamente nulla per fermarci", ha concluso
Gino Borsoi.
Foto Pramac Racing