MotoGP, boss Dorna: "Non ho pianto per Messi né per Valentino Rossi"

MotoGP
mercoledì, 06 aprile 2022 alle 12:19
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La MotoGP deve fare i conti con il primo anno senza Valentino Rossi, epicentro mediatico capace di attirare tv, giornalisti, tifosi. Il suo motorhome era sempre circondato dalla folla nei tempi pre-Covid e anche se non vinceva i riflettori erano puntati su di lui. Il suo passaggio nel Fanatec GT WCE ha fatto registrare un successo di pubblico a Imola e si sono mobilitati centinaia di giornalisti provenienti da ogni angolo d'Europa, con Sky che ha inserito le dirette di ogni tappa nel suo palinsesto.

Valentino Rossi e il confronto con Messi

Nulla si può fare contro il tempo, Valentino Rossi non aveva più l'età per poter competere in uno sport al limite fisico e mentale come la MotoGP. La storia va avanti e Carmelo Ezpeleta lo ripete ogni volta che la domanda gli viene riproposta, anche se trovare un vero punto di riferimento carismatico all'interno del paddock al momento risulta difficile. In un'intervista a Solomoto.es fa un paragone fra il Barcellona dopo Leo Messi e il Motomondiale senza il Dottore. "In tutta sincerità non ho pianto per Messi né lo farò per Valentino Rossi. In entrambi i casi resta la gratitudine di tutti i fan che hanno potuto godere di ciò che questi due geni ci hanno regalato per tanti anni. In particolare Valentino, la cui carriera è stata più lunga di quella del fuoriclasse argentino".

La MotoGP non cambia

L'addio alla MotoGP del campione di Tavullia non deve spingere a nessun cambiamento particolare. Lo show in pista è in crescita, il Mondiale è avvincente e imprevedibile, nuovi eroi presto verranno alla ribalta. D'altronde Marc Marquez riesce a calamitare l'attenzione sia quando è in pista e a volte ancora di più quando è fuori, come dimostrato in questi giorni precedenti alla gara di Austin. "Se qualcuno vuole insinuare che tutto deve essere rifatto nel mondo delle corse non è affatto così. In MotoGP non c'è nulla da rifare perché ha una sua entità consolidata".
Indubbiamente avere una star nel paddock aiuta non poco lo spettacolo, sa attirare interesse e investimenti. "Non vendo prodotti di marketing, vendo moto da corsa. Mai da Dorna abbiamo cercato intenzionalmente di creare un personaggio - ha aggiunto Carmelo Ezpeleta -, alimentato una rivalità o forzato l'immagine di un pilota per renderlo più o meno popolare. Certo Valentino ha trainato un'intera generazione, ma è anche vero che negli ultimi anni non otteneva molti successi. E questo proprio perché la generazione di piloti che è venuta dopo di lui è stata una generazione di successi".

Il fenomeno Pedro Acosta

La stampa spagnola e non solo sta trascinando Pedro Acosta come erede di Marc Marquez. Il boss della Dorna non sembra interessato ad esaltarne la figura di astro nascente. "E' un grande pilota e campione con un grande futuro, non mi preoccupo affatto della sua capacità di leadership futura o se andrà raccogliere il testimone di nessuno. Gli mettiamo solo pressione che non gli farebbe bene e noi della Dorna, ovviamente, non ci occuperemo di questo. Quello che devi fare con Acosta è non mettergli più pressione e lasciarlo evolvere al ritmo che lui e la sua squadra considerano appropriato. Ripeto: sarebbe un errore aggiungere pressione al ragazzo cercando la "grande speranza non so cosa…".

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