Un venerdì di prove disastroso per
Francesco Bagnaia in Catalogna. Surreale vedere il due volte campione del mondo MotoGP così in difficoltà: ventitreesimo (penultimo) nella
FP1 e ventunesimo (quartultimo) nelle
pre-qualifiche. Aveva vinto quattro delle sei manche disputate negli scorsi due anni a Barcellona, sarebbero cinque senza la caduta all'ultimo giro della sprint nel 2023. Una crisi nera, che sorprende anche alla luce della serenità che il pilota aveva mostrato dopo il Gran Premio d'Ungheria. Al Balaton Park Circuit sembrava aver trovato delle
soluzioni tecniche in grado di aiutarlo ad essere più competitivo. Un'illusione.
MotoGP Catalunya, il commento di Bagnaia
Intervistato da Sky Sport MotoGP, il pilota del team Ducati Lenovo si è così espresso a proposito della sua deludente giornata in Catalunya: "Venerdì peggiore di quello di Balaton. Non so più cosa dire. Il discorso è sempre lo stesso, sono molto al limite e non sappiamo dove andare a parare. Al Balaton ho finito il weekend con una bella confidenza, ero contento, pronto per arrivare qua su una pista buona per me per fare bene. Invece, sono ventunesimo in mezzo a due tester. Con tutto rispetto, ma dovrei essere tra i primi cinque. Non riusciamo a capire cosa fare di diverso".
Anche la situazione è difficilissima, Bagnaia non intende arrendersi e continuerà a dare il massimo per uscire dalla crisi in cui si ritrova: "La rassegnazione non ci sarà mai. L'obiettivo è quello di tornare ad andare forte, non mi sono rassegnato in situazioni ben più difficili. Ma una volta che provi tutto, diventa complicato capire cosa non sta funzionando. Stiamo lavorando, stiamo facendo tutto, ho tutto il supporto, ma non stiamo capendo".
GP Barcellona, Tardozzi parla di Pecco
Anche Davide Tardozzi, team manager Ducati, ha analizzato quanto successo a Bagnaia in questo venerdì horror: "Ero fiducioso che la modifica fatta per il pomeriggio avrebbe reso Pecco più competitivo, anche perché siamo nella direzione di portare la sua moto ad essere più vicina a quella dello scorso anno per aiutarlo. C'è delusione da parte nostra e di Pecco, che credeva molto nelle modifiche e nel setup che gli aveva dato fiducia lo scorso anno. Pensavamo che sarebbe riuscito a entrare in Q2, manca almeno mezzo secondo".
Spesso rispunta fuori il tema Desmosedici GP24-Desmosedici GP25, ma Tardozzi ritiene che non sia la moto in sé il vero problema: "Le moto sono entrambe performanti, hanno piccole differenze. Non sono così sostanziali per noi, ma evidentemente lo sono per un pilota sensibile sulla moto come Pecco. Io penso che non sia questione di GP24 o GP25, ma di come i piloti si adattano alla pista o a una situazione. Io credo in Pecco, in Gigi, negli ingegneri e nel gruppo Ducati, cose in cui crede anche il pilota. La solidità del rapporto ci farà arrivare. Lui non è campione per niente e i nostri risultati non sono casuali. Bisogna continuare a crederci e a soffrire".
Foto: Ducati Corse