Moto2 e Moto3 fuori controllo tra penalizzazioni e futuro incerto

MotoGP
domenica, 13 settembre 2026 alle 7:31
Izan Guevara
Prima della Sprint MotoGP a Misano Adriatico si sono svolte sabato le qualifiche di Moto2 e Moto3, conclusesi poco dopo le 14:00. Tuttavia, per conoscere la griglia di partenza definitiva delle gare delle due classi, si è dovuto attendere le 18:06 in punto.
Nello specifico, l'orario in cui io Stewards Panel ha divulgato il dispositivo con elencate filo e per segno tutte le penalizzazioni comminate ai piloti. Se non è record (nel MotoJunior, lo scorso anno, si sfiorarono le 30 penalità in una sola giornata...), poco ci manca: tra le due categorie, 16 sanzioni di vario genere e tipo. Posizioni in griglia, long lap penalty, warning: un po' di tutto, tutto di più.

PENALIZZAZIONI PESANTI

Per arginare situazioni da Far West viste negli ultimi anni nel corso delle prove (non solo le ufficiali, persino i turni di libere) tra rallentamenti e quant'altro, lo Stewards Panel ha redatto nel 2025 un protocollo, ulteriormente affinato e aggiornato per il 2026. Per ogni cosiddetto "settore lento", la penalità (salvo cause di forza maggiore opportunamente giustificate e motivate) è automatica. Così come nelle eventualità nelle quali un pilota ne rallenta un altro e via discorrendo. Pugno duro, insomma, ma evidentemente tutto ciò ha portato a ben poco, con il dato impressionante di 16 sanzioni comminate nel sabato di Misano tra Moto3 (9) e Moto2 (7). Coinvolti oltretutto top rider quali Izan Guevara (6 posizioni in griglia per aver ostacolato Senna Agius nel Q2), con sanzioni pesanti (9 posizioni in griglia a Tony Arbolino e Adrian Huertas, addirittura partenza dal fondo per Taiyo Furusato alla terza infrazione stagionale). Registrando persino casi di recidività... nella stessa giornata: Jesus Rios nel Q1 della Moto3 dapprima ha rimediato un warning per settore lento, per poi nel Q2 vedersi sanzionare con un long lap penalty per aver ostacolato in curva 15 Cruces e Uriarte.

FUTURO DA DEFINIRE

Piloti discoli, insomma, ma con le stesse squadre che hanno responsabilità dell'operato dei loro portacolori. Nel frattempo per gli stessi team il pensiero è rivolto al futuro che verrà, tuttora in fase di definizione, ma sempre più buio. Buio nel senso di allontanarsi sempre più dalle luci dei riflettori della MotoGP: niente box, paddock separati e via discorrendo. Con anche "raccomandazioni" (non una novità, ma è stato reso tutto "ufficioso") su quali piloti scegliere, possibilmente (come riferito ai referenti dei team presso IRTA, uno ciascuno per Moto2 e Moto3) non spagnoli e italiani, con aiuti e vantaggi economici garantiti dallo stesso promoter MSEG. Certo: non si possono rigettare iscrizioni di squadre con una coppia di piloti spagnoli o italiani, ma l'invito è di guardare altrove. Logiche di business e di espansione globale del prodotto, con Moto2 e Moto3 sempre più feeder series, come d'altronde sono diventate le equivalenti F2 e F3 a quattro ruote.
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