Il secondo posto nella Sprint di Sepang non è stato un ripiego.
Marc Marquez lo ha costruito a tavolino, con una regola sola: non prendere mai il comando della corsa. Con Jorge Martin assente nel weekend malese, il pilota Ducati porta a casa 9 punti e allunga in classifica a +19 sull'alfiere Aprilia e a +52 su Marco Bezzecchi, terzo al traguardo. In Qatar potrebbe già giocarsi il primo march point iridato.
La cronaca della gara, vinta da Pedro Acosta dopo la caduta di Alex Marquez, l'avevamo raccontata in
MotoGP Malesia: Alex Marquez sbaglia, Acosta si prende la Sprint. La classifica piloti aggiornata. Qui conta il ragionamento del leader del Mondiale, che a fine gara ha spiegato ogni scelta.
Le cadute del passato e l'avviso Ducati
Tutto parte prima del via. Ducati aveva avvertito il suo pilota che nel finale sarebbero potute arrivare delle gocce, e Marquez ha ripassato mentalmente i precedenti con condizioni simili. Il bilancio non era rassicurante. "Aragona 2014 e Jerez 2026. Quindi due su tre, una delle quali è andata bene per me a Misano, ma solo perché non ha piovuto davvero, si trattava di salvare il salvabile". Da lì la decisione. "La mia strategia era chiara: non prendere il comando della gara, restare dietro al primo e davanti ai miei diretti rivali. Avevo il ritmo, ma non volevo andare in testa alla gara, perché chi è primo di solito è anche quello che si sporca e cade".
Il calcolo, è puramente matematico: "Sono 9 punti: con un rischio in più, avremmo potuto ottenerne 12? Forse sì, ma anche 0. Quindi, la ricompensa per il rischio non era sufficiente e oggi abbiamo usato bene la testa". Quando è stata esposta la bandiera bianca, chi era davanti è rimasto in pista e la caduta del fratello Alex, al comando in quel momento, ha in qualche modo confermato la sua lettura.
Obiettivo Bezzecchi
Prudenza non significa passività. Il corpo a corpo con Ai Ogura è stato duro, e Marquez lo ha motivato così: "Da una parte, se non attaccavo Ogura, rischiavo di essere attaccato da Bezzecchi: uno dei miei obiettivi era rimanere davanti a Marco". La sintesi della giornata è tutta qui: "Sono arrivato davanti a Bez, questo era l'obiettivo".
Sulla bandiera bianca, il campione di Cervera ha difeso la Direzione Gara e rilanciato una proposta: "Se dipendesse da me la eliminerei, consentendo ai piloti la possibilità di cambiare moto quando vogliono".
Il possibile match point in Qatar
Con un primo o secondo posto nel Gran Premio di domenica, Marquez salirebbe oltre i 37 punti di margine su Martin e potrebbe chiudere i conti in Qatar. Lui però non cambia approccio: "Domani manterrò la stessa mentalità perché sono ben consapevole, come ha dimostrato questo campionato, che mancano poche gare, ma molti momenti cruciali. E in un weekend può succedere di tutto, quindi prima domani e poi vedremo cosa succederà in Qatar". La gara lunga di Sepang dirà se la stessa freddezza basterà anche sulla distanza.
-> Seguici anche su Instagram:
@Corsedimoto