Sanchez, manager del due volte campione del mondo, ha parlato del futuro trasferimento nel team Gresini: una grande occasione di rilancio.
I quattro anni con il team Honda HRC sono stati molto complicati per
Joan Mir, abituato a una moto completamente diversa ai tempi della Suzuki e ritrovatosi tra le mani una RC213V che soprattutto nelle prime due stagioni è stata difficile da guidare. Le cadute sono state tante e solo nel 2025 c'è stata una svolta tecnica, con lo spagnolo che è anche riuscito a salire sul podio due volte. Tuttavia, le cadute hanno continuato ad essere numerose, anche nel campionato 2026.
Nonostante
risultati non entusiasmanti con Honda, il due volte iridato è riuscito a ottenere un buon posto sulla griglia MotoGP 2027. Infatti, correrà per il team BK8 Gresini in sella a una Ducati Desmosedici. Per lui sarà una grande occasione da sfruttare per rilanciare la sua carriera.
MotoGP, Joan Mir: parla il manager Paco Sanchez
Paco Sanchez, manager di Mir, ha parlato della situazione del suo pilota in un'intervista a
PecinoGP, il canale YouTube del giornalista spagnolo Manuel Pecino: "
Joan ha scommesso restando in Honda, ha creduto nel marchio, ha creduto nel progetto e dobbiamo dire che ci siamo sbagliati, perché non hanno migliorato la moto. E la prova è guardare dove sono gli altri piloti Honda. Marini è davanti nella classifica generale perché è un pilota affidabile e che non rischia, finisce le gare e se cadono cinque piloti davanti a lui prende punti. È la sua filosofia e grazie ad essa è in top 10 nel Mondiale, mentre noi siamo indietro, però in gara chi ha la velocità è Joan, ovviamente giocandosi la sua integrità".
Joan Mir: il manager Paco Sanchez racconta tutto
Con la Honda per provare a fare risultati importanti bisogna prendere dei rischi e questo può portare a cadere e anche a infortunarsi. Sanchez non vede l'ora che Mir salga sulla Ducati per dimostrare che è ancora un pilota di altissimo livello: "So che talento ha - spiega - e come si allena. Penso che sorprenderà più di uno di coloro che lo hanno seppellito precipitosamente. Joan ha 28 anni, non è un dinosauro".
Ci sono tanti appassionati della MotoGP che criticano il due volte campione del mondo per le sue numerose cadute e che ritengono che non meritasse il posto nel team BK8 Gresini, però il suo manager è convinto che la squadra di Nadia Padovani abbia fatto una scelta corretta: "Cade molto perché ha un'ambizione incredibile - spiega - e cerca di andare molto più veloce rispetto a ciò che gli permette la moto. Ci prova in ogni gara e penso che debba essere apprezzato. Penso che in Gresini abbiano saputo dare valore alla sua storia e allo sforzo fatto per portare sul podio questa Honda".
Da HRC alla Ducati Gresini: i retroscena dell'affare
Sanchez ha avuto modo di raccontare come è nata l'operazione che ha portato Mir a firmare per il team BK8 Gresini, ammettendo che l'ipotesi del ritiro era concreta: "La priorità era trovare un team ufficiale. Abbiamo visto che non potevamo farcela, Joan ha pensato al ritiro. Poi il team Gresini mi ha chiamato, ho un buon rapporto con loro. Ho parlato con Michele Masini e mi ha detto che erano interessati a discutere di Joan. Gli detto che avrei parlato con loro, ma che non ero sicuro se Joan avrebbe voluto continuare correndo per un team satellite".
Il pilota maiorchino ha sempre corso con team factory in MotoGP, però sono stati usati gli argomenti giusti per spingerlo ad accettare una squadra satellite: "Ho incontrato Joan - prosegue Sanchez - e c'è stata una riunione con Gresini e Ducati. C'era anche Gigi Dall'Igna, che ha detto che avrebbe avuto una moto completamente factory e un appoggio ufficiale dalla fabbrica. Ovviamente, gli aggiornamenti arrivano un po' dopo, ma facendo risultati avrebbe avuto la stessa moto di Marquez e Acosta. A partire da lì, Joan ha messo in secondo piano il tema economico e ha dato priorità al fatto di tornare ad avere una moto competitiva per tornare a sentirsi pilota e a lottare per stare davanti".
Gresini è il team giusto per Mir
Quella di Nadia Padovani non è una struttura ufficiale, ma in questi anni ha conquistato risultati di alto livello e sarebbe stato un errore gigantesco Mir rifiutare la proposta. Mir ha ricevuto tutte le garanzie tecniche necessarie: potrà disporre di una Ducati factory, come successo ad Alex Marquez nel 2026. Se la nuova Desmosedici si rivelerà competitiva (nel 2027 ci sarà un nuovo regolamento tecnico), poi starà a lui dimostrare il suo potenziale.
Il team BK8 Gresini rappresenta l'ambiente giusto sia per un giovane agli inizi in MotoGP sia per un pilota in cerca di rilancio. Se da un lato ci sarà il giovane rookie Dani Holgado a muovere i primi passi nella categoria, dall'altro ci sarà un Mir certamente affamato di riscatto dopo anni non facili in Honda. Entrambi dovrebbero avere tutto per fare bene e dimostrare che la squadra di Faenza non ha sbagliato a puntare su di loro.