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Tony Cairoli rientra in gara domenica 9 febbraio a Mantova, nel terzo e ultimo round degli Internazionali d'Italia. Sarà un test probante, per tanti motivi. Il nove volte iridato è fermo da mesi, cioè dal grave infortunio alla spalla subìto di Kegums. Era giugno, Tony ha perso la seconda parte dello scorso Mondiale e ha visto l'inferno nel suo lungo e doloroso recupero. Ma adesso è pronto. La prima sfida con il campione in carica
Tim Gajser (Honda), leader degli Internazionali con due vittorie su due, sarà il modo migliore per preparare l'esordio iridato il primo marzo a Matterly Basin, in Gran Bretagna.
"RECUPERO LUNGO, MA ORA STO BENINO"
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L’infortunio è stato molto grave, sono ancora in fase di recupero per quanto riguarda la mobilità della spalla, ci vogliono 6-7 mesi perché torni a posto, ecco perché ho saltato le prime gare delle Internazionali" ha detto
Tony Cairoli intervistato da La Gazzetta dello Sport in edicola oggi. "
Una però la voglio disputare, mi serve per vedere alcune cose in vista dell’inizio del Mondiale il 1° marzo in Gran Bretagna».
A che livello di forma è?
"Penso al 60-65%. Il dottore mi ha detto che sarebbe stato un lungo recupero, ma credevo che sarei riuscito ad accorciare i tempi. Invece non è stato così. Le prime gare saranno dure, i miglioramenti saranno lenti".
Quando è tornato in moto?
"Da due mesi, a fine novembre, all’inizio è andata bene, poi la spalla si è infiammata, quindi ho dovuto mollare un po’, ma poi sono ripartito".
Cosa le è mancato delle gare?
"L’adrenalina dei primi giri, la partenza. Non sarà facile tornare dietro il cancello e trovare gli automatismi. Servirà qualche gara e solo dopo dovrei tornare al top".
Chi saranno i rivali nel Mondiale
«Tim Gajser perché è il campione uscente e Jeffrey Herlings. Ma ci metto anche il mio compagno Jorge Prado (iridato MX2 2018 e 2019; n.d.r.) perché sta recuperando in fretta dalla frattura al femore".
Che cosa vorrebbe avere da questo 2020?
"Tornare a divertirmi in moto e recuperare la forma che avevo all’inizio del 2019".
Quando scade il suo contratto?
"A fine 2020, ma io e la KTM siamo entrambi interessati a parlare di futuro, penso da giugno". Teme possa succedere come Valentino Rossi in Yamaha?
"No, perché Ktm ha una mentalità più familiare e anche quando smetterò di correre spero di restare nella loro orbita per far crescere nuovi talenti. I marchi giapponesi invece puntano sul risultato e Valentino per vari motivi nel 2019 non ne ha avuti, pensano più al business". Fin quando vorrebbe correre?
"Dipende se sarò ancora competitivo o se farò fatica. Mi piacerebbe estendere il contratto di altri 2 anni, il mio target è il 2022, che è il mio numero (222; n.d.r.) con uno zero in mezzo".
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