La MV Agusta può diventare l'anti Ducati nel Mondiale Supersport? Il precampionato va in archivio a Phillip Island con un
Bo Bendsneyder protagonista assoluto: primo in tutte e quattro le sessioni con una F3 che sull'ottovolante australiano ha permesso al 26enne olandese di fare una gran differenza. Le Ducati ovviamente aleggiano vicine al primato, in particolare con l'altro ex Moto2 Jaume Masia. Fari puntati anche sull'attesissima Yamaha R9, la tre cilindri 900 progettata per permettere ad Iwata di riprendersi lo scettro della media cilindrata. Il progresso compiuto da Can Oncu ma anche da Stefano Manzi (ottavo nell'ultima sessione) fa ben sperare.
Bendsnayder e Masia, com'è piccolo il mondo
Bo e Jaume sono reduci da un 2024 problematico: entrambi in Moto2 correvano con il team Preicanos, le cui vicissitudini hanno indotto entrambi a cercare fortuna sotto i cieli della categoria cadetta delle derivate dalla serie. Bendsnayder ha trovato il potenziale che cercava da anni in MV Agusta: quattro presenze in coda al precedente campionato, per prendere la mano e assaggiare il podio. Masia invece ha accettato la scommessa del team Orelac, che viene a sua volta da un '24 tormentato. Il secondo tempo nei test di Phillip Island è un ottimo biglietto da visita: ai tempi della Moto3 il piccolo Masia sembrava un predestinato, quindi il talento c'è, servono le condizioni tecniche per esprimerlo.
Il passo falso di Ottl
La Ducati ha perso il campione in carica Adrian Huertas, passato in Moto2, lasciando il testimone nelle mani del tedesco Phillip Ottl. Corre con il supporto di Feel Racing, ovvero la stessa formazione di Huertas, e il primo approccio con la Panigale V2 non è stato male. Nella sessione del mattino però è incappato in un brutto incidente che gli ha lasciato una profonda ferita al ginocchio sinistro. E' stato dichiarato "fit", quindi nel week end lo rivedremo in pista (ci sarà un ulteriore controllo medico giovedi) ma in via prudenziale non ha preso parte alla sessione del pomeriggio.
L'Italmoto in Supersport
Non ci sono solo MV Agusta e Ducati, ma anche squadre italiane agguerrite, come Renzi Corse che ha messo le ali al francese Valentin Debise, posizionato nella terza casella della classifica finale dei due giorni. Nello squadrone di piloti e team schierato da Yamaha Europa con la nuova R9, svetta la ravennate Evan Bros, con il velocissimo Can Oncu autore del quarto crono. Il ritardo dalla MV è ampio, sette decimi, ma la tre cilindri è ai primi vagiti in pista, quindi si presume che il potenziale sia estremamente alto.
Farioli ha già preso la mano
Il miglior italiano di questo scorcio finale di precampionato è
Filippo Farioli, appena 18enne. L'adattamento in Supersport, dopo gli alti e bassi della Moto3, è stato velocissimo: il bergamasco, spinto dal potenziale MV, chiude in sesta posizione. Precede il padrone di casa Oliver Bayliss, diventato punta della Triumph, e il navigato Stefano Manzi. Il romagnolo comincia a vedere la luce: ottavo tempo, anche se c'è un secondo da limare.