Superbike Phillip Island: Bulega, e chi lo prende? Iannone insegue

Superbike
martedì, 18 febbraio 2025 alle 5:40
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C'è un nuovo sceriffo nel paddock Superbike? Nicolò Bulega ha chiuso il precampionato dominando la scena, con il suo stile abituale: preciso, metodico, determinatissimo. Nella terza sessione, l'unica di giornata con pista asciutta, è sceso fino a 1'28"680, a metà strada fra il tempo del giorno precedente (1'28"765) ed il primato in gara da lui stesso realizzato l'anno scorso (1'28"564). A Phillip Island il ducatista sta dando una grande dimostrazione di superiorità, ideale proseguimento del trionfo al debutto in questa categoria di dodici mesi fa. Nelle tre sfide del prossimo week end batterlo sarà un'impresa. L'ottovolante australiano fa sempre un pò storia a se, ma non dimentichiamo che Bulegass era stato ultraveloce anche nelle tappe europee di precampionato, fra Jerez e Portimao. La seconda sessione di giornata non fa testo: pista bagnata all'inizio e quasi asciutta solo nei minuti finali. Ma anche in condizioni complicate, indovinate chi è stato davanti...

Terza sessione velocissima, Ducati superlativa

I turno di martedi mattina è stato il più veloce, coi primi dodici della classifica che hanno migliorato di slancio i riferimenti del giorno prima. Ricordiamo che le due gare lunghe del round Australia (20 giri) saranno condizionate dal cambio gomme obbligatorio, da effettuarsi dal 9° all'11° passaggio. Per cui, come l'anno passato, la gestione dell'aderenza non sarà un tema, perchè in pratica vedremo cinque corse sprint. Per questo motivo le squadre non si sono affannate in test sulla lunga distanza. Nel terzo turno Bulega ha compiuto cinque uscite di sei giri ciascuna, con un passo di crociera intorno al 29 basso. La Ducati ha lavorato tantissimo quest'inverno e, almeno a Phillip Island, sta marcando una superiorità assoluta. Dietro Bulega infatti troviamo stabilmente i due "privati" terribili, cioè Andrea Iannone e Danilo Petrucci, mentre lo zavorrato Alvaro Bautista ha chiuso il precampionato in quinta posizione.

BMW nella morsa Superbike

In mezzo alla squadriglia Panigale V4 c'è Troprak Razgatlioglu con una BMW orfana del telaio prototipo, più flessibile, che nel '24 era stato determinante. I tedeschi erano convinti di poterlo usare anche stavolta, pur avendo perso le super concessioni, ma a novembre Dorna ha chiarito e fatto riscrivere dalla Federmoto Internazionale la norma che nel regolamento era poco chiara: se perdi i vantaggi, bisogna correre con il telaio stradale, che è più rigido. Sarà un handicap determinante per il campione del Mondo? Bisognerà aspettare qualche round per avere un'idea precisa. Per adesso la certezza è che Ducati abbia fatto un consistente passo in avanti e che abbia l'asso nella manica: Bulega.

La rossa che velocità!

Anche nella giornata finale le Superbike hanno girato senza alcun limite di consumo, perchè i commissari FIM hanno indicato come valore regolamentare 48,9 kg/ora, ben lontano dalla soglia indicata nel regolamento di 47 kg/ora. Cosa significhi e cosa comporti lo abbiamo spiegato qui. Fatto sta che sul rettilineo di Phillip Island le Ducati volano: Petrucci (che è anche bello pesante...) è transitato a 324,9 km/h, Iannone e Bulega 322,9, Bautista (con 5 chili di zavorra) 321,9. Perfino i debuttanti Montella e Vickers con la Panigale volano: 320,1 per entrambi. La Honda si difende (Vierge 320,1) ma la BMW ha preso un bel distacco: Toprak non è andato oltre 317,2, poco meglio l'altra M1000RR di van der Mark. La Bimota (motorizzata Kawasaki) ha fatto 318,2 mentre la Yamaha si è fermata a 315,4 con Locatelli. La top speed in Australia è influenzata anche dalla velocità di percorrenza dell'ultimo curvone, ma è comunque un dato indicativo.

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