Toprak Razgatlioglu è sempre più dittatore di una Superbike che sta andando in paronia di fronte allo strapotere tecnico della BMW spinta dalle super concessioni regolamentari. Che il turco sia un pilota formidabile non c'è dubbio, vinceva anche con Kawasaki e Yamaha, due moto normali, figuriamoci adesso che gli hanno messo in mano una moto con le ali. L'altra certezza è che la Superbike di questa epoca è un pasticcio che innesca discussioni senza fine che tolgono valore e pathos alle imprese dei piloti. Dopo il record stracciato due volte in poche ore di primo mattino, non c'era il minimo dubbio che Razgatlioglu avrebbe vinto per distacco. Come volevasi dimostrare. Gara 1 è stata una noiosa processione e gli altri stanno a guardare. Per fortuna ci hanno pensato Danilo Petrucci e Andrea Iannone ha fare un pò di numeri: due piloti privati, per altro entrambi reduci da problematiche fisiche di vario genere. Anche questo fa riflettere.
Cosa resta?
La Superbike di una volta ti lasciava dentro scariche d'adrenalina e ricordi che dopo decenni non sono ancora sfumati. Questa di oggi finisce, e cominci a pensare se la prossima corsa sarà diversa, sapendo benissimo che anche domani andrà uguale. Toprak ha raggiunto il traguardo delle 49 vittorie, quindi veleggia a grandi falcate a caccia dei grandi miti del passato. Ma le sue incredibili doti, la sua classe, sfumano di fronte al retrogusto amaro di questo Mondiale viziato da un
"regolamento stupido", come ha opportunamente fatto notare
Massimo Rivola, che oltre ad essere il capo delle corse Aprilia è un appassionato come noi. La cronaca della corsa è riassumibile in una riga: Toprak è partito davanti e nessuno l'ha più visto, com'era stato a Misano e Donington. Stracciati gli avversari, e anche lo spettacolo.
Ducati in crisi
Nell'impeto furioso di recuperare terreno, in Ducati stanno cercando i decimi che mancano in ogni modo possibile, ma la sensazione è che squadra e piloti più lavorano e più stiano finendo in confusione. Nicolò Bulega è partito bene, ha retto per un pò il ritmo di Iannone e Petrucci ma poi è affondato, in sesta posizione, a tredici secondi dal fuggitivo. Alvaro Bautista, retrocesso in decima casella di partenza per aver ostacolato Petrux in Superpole, ha recuperato la quarta posizione. Non siamo ancora a metà cammino, ma l'ipotesi di difendere il numero 1 è già sfumata.
Petrucci e Iannone, che leoni!
Lo spirito Superbike sopravvive a sprazzi. La sfida fra Danilo e Andrea è stata agguerrita, fra due talenti che sono stati anche compagni di squadra. Il primo è in faticoso recupero da un gravissimo incidente in allenamento, l'altro solo sei giorni fa aveva gettato la spugna coi muscoli del braccio destro in tilt. E' bellissimo averli ritrovati fianco a fianco. Petrucci qui dentro era stato velocissimo anche un anno fa, l'esperienza ha avuto un peso nell'assegnare la seconda posizione. Ma dopo un venerdi di passione, il podio è un premio fantastico anche per Iannone. Uno dei due potrebbe essere il futuro di Ducati Aruba.
Il giro di boa
Most segna la conclusione del girone d'andata del Mondiale: sei round completati, sei in programma. Il prossimo atto si correrà a Portimao, in Portogallo, nel week end 9-11 agosto. Sarà un evento particolare perchè per la prima volta la Superbike correrà in prima serata, cioè alle 19:00, ma con la luce naturale. E' una collocazione potrebbe essere virtuosa anche dal punto di vista del pubblico televisivo. Ma intanto restano due gare da correre sul toboga di Most. Sarà un'altra domenica di passione per i rivali di Toprak.
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