Superbike, Michael Rinaldi

Superbike, Michael Rinaldi senza freni “Avevo fiducia, ora arriva il difficile”

Michael Rinaldi esce incolume da un pauroso incidente in FP1 per cedimento dei freni e al pomeriggio è il più veloce davanti ai pezzi grossi Superbike

31 luglio 2020 - 18:33

Michael Rinaldi davanti a Scott Redding, Jonathan Rea e Alvaro Bautista nel torrido pomeriggio Superbike a Jerez. Non è un miraggio, tutto vero, qui i tempi. Anche se il 23enne riminese non ci gira intorno: “Ho fatto solo due giri a gran ritmo, Rea e Redding invece sono fortissimi sul passo. Venti giri in queste condizioni climatiche saranno durissimi, dovremo lavorare di più sulla durata delle gomme.” Si, ma quando? Sabato mattina restano appena venti minuti, poi ci sarà la Superpole che riveste un ruolo delicatissimo nella strategia su questo tracciato. Dopo non ci sarà più tempo: alle 14 si parte per la prima galappata di venti giri.

Terzo a Misano

Il primato di Michael Rinaldi non è tanto sorprendente, considerando che il mese scorso il ragazzino romagnolo aveva fatto terzo nei test, vicino anche allora ai mostri sacri Redding e Rea. “Misano non fa testo, lì c’è nato” avevano sottolineato i critici ad oltranza. Jerez è stata la conferma delle ottime doti del ragazzo. “Sono arrivato in Spagna con fiducia, sapevo che avremmo fatto bene. Poi però c’è stato l’inconveniente al mattino, che mi aveva un pò mandato fuori dai gangheri. Mi sono riposato e ho ritrovato la motivazione giusta.”

Senza freni

“Inconveniente” è un eufemismo. Al quarto giro della FP1 Michael Rinaldi è rimasto senza freni in ingresso alla curva 6, dovendo lanciarsi dalla moto per non andare a muro. Sulla Ducati Go Eleven era successo anche l’anno scorso in Thailandia, con Eugene Laverty rialzatosi indenne per miracolo dopo un duro impatto con il muro. La squadra privata piemontese usa impianti Brembo, che ha negato qualsiasi cedimento tecnico di dischi e pinze. “Forse c’è stato un problema di pressione” ha spiegato Rinaldi “per un attimo il freno ha funzionato, poi non ho sentito più niente. In mezzo secondo ho dovuto decidere cosa fare, lanciarsi dalla moto era l’unica soluzione…” Dennis Sacchetti, direttore sportivo, non si dà pace. “C’era un pò di olio sulla pinza, escludo un errore di montaggio: rispetto alla Thailandia un anno fa abbiamo cambiato tutti i meccanici…”

Foto: Instagram

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