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Superbike, il pasticcio di Imola: si poteva correre o no?

Per la seconda volta di fila il week end Superbike è stato mutilato. Ecco come si è arrivati alla decisione. C'era chi voleva correre, eccome...

12 maggio 2019 - 16:54

ll pubblico in circuito e davanti alla TV voleva emozioni e sfida, invece ha preso acqua e freddo. La Superbike a Imola  poteva correre o no? Aldilà delle ragioni della sicurezza, che devono essere sempre preminenti su tutto, il pomeriggio italiano ha offerto un teatrino un pò grottesco. Il destino di gara 2 (qui la cronaca del pomeriggio) si è deciso davanti alle telecamere. Che hanno spiato il  braccio di ferro fra la direzione di gara, che voleva farli partire a tutti i costi, ma senza prendersi responsabilità, e la maggior parte dei piloti che non ne aveva alcuna intenzione. Il capopopolo è stato Alvaro Bautista. “Due settimane fa quando abbiamo fatto il test era molto meno bagnato ma la Ducati perdeva aderenza in rettilineo” ha spiegato lo spagnolo. Che già nei giorni precedenti aveva fatto rimarcare come “Imola sia pericolosa, i muri sono troppo vicini. Con il bagnato diventerebbe impossibile”. Una presa di posizione che aveva suscitato parecchio disappunto nei responsabili del circuito, regolarmente omologato dalla FIM.

ANCHE CHAZ DAVIES ERA SCETTICO

L’altro ducatista, Chaz Davies, si è schierato sul fronte di chi non voleva partire. “Sarebbe bello rivedere a  Jerez tutti i venti piloti sulla griglia, se partiamo non sono tanto convinto che possa succedere” ha dichiarato il gallese in TV. “A Imola non ci sono veri rettilinei, anche dove andiamo a gas pieno in realtà stiamo piegati. Per cui con il bagnato qui è una situazione molto particolare.” Più possibilista Alex Lowes. “Adesso la pista è okay” ha detto il pilota Yamaha dopo i due giri di ricognizione voluti dalla direzione gara. “Il problema semmai è la visibilità: i primi tre vedrebbero qualcosa, ma gli altri?” A proposito: Alvaro Bautista era contrario anche all’effettuazione dei due giri ma il direttore del Mondiale, Gregorio Lavilla, gli ha detto chiaro e tondo “che non possiamo finirla così, il pubblico non capirebbe. Uscite dai box, fate due giri e poi ne riparliamo”. Ma anche il numero uno dell’organizzazione, evidentemente, aveva già capito che il pomeriggio sarebbe finito prima di cominciare. Quindi i due giri non sono stati di “valutazione”, ma il rumoroso epilogo di una decisione già presa.

DEL BIANCO: “IO SAREI PARTITO”

Alessandro Delbianco, il pilota più giovane del Mondiale, ha avuto il coraggio di prendere una posizione forte e chiara. “Secondo me si poteva partire, la pista non era in condizioni così terribili. Peccato che altri piloti non siano stati d’accordo.” Nel warm up, sull’umido, il pilota Honda aveva realizzato il terzo tempo, dietro le Kawasaki di Rea e Haslam. Anche Ryuichi Kiyonari, con la CBR-RR ufficiale, era andato forte: sesto tempo. Sul bagnato magari la Honda  avrebbe colto un risultato clamoroso. Non lo sapremo mai.

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