Alvaro Bautista

Superbike: Alvaro Bautista-Ducati, adesso l’addio è ufficiale

Rottura definitiva fra il pilota spagnolo e la marca italiana. Sarà Scott Redding, salvo sorprese, ad affiancare Chaz Davies

9 agosto 2019 - 8:31

Alvaro Bautista, è un addio. Simone Battistella, manager personale del pilota spagnolo, ha confermato la rottura della trattativa per il rinnovo (biennale) dell’accordo. “Posso confermare che con Ducati non si procede.” Sempre in queste ore il management di Scott Redding sta accelerando per chiudere la trattativa: salvo colpi di scena, sarà il 26enne britannico adesso impegnato nel British Superbike (sempre con la Ducati) ad affiancare Chaz Davies nel 2020.

AMORE FINITO

A metà giugno Bautista-Ducati sembrava destinato a diventare un amore a vita. La conquista del Mondiale Superbike sembrava una formalità, come il rinnovo dell’accordo.  Ma in poche settimane è sfumato tutto, in pista e fuori. Con cinque cadute (e sei “zero) in dieci gare Alvaro ha gettato praticamente alle ortiche un campionato che aveva in tasca. Sul fronte rinnovo si era capito subito che le parti erano distanti, in particolare sull’entità dell’ingaggio.  Gli errori e le sfortune in pista e il corteggiamento di altri Costruttori hanno reso le cose sempre più difficili. Fino alla rottura, che adesso è ufficiale. Il primo effetto è che Alvaro Bautista e la Ducati correranno da separati in casa i quattro round che restano, a ripartire dal Portogallo (7-8 settembre). Tutto può succedere nelle corse, ma a questo punto l’ipotesi che Alvaro possa rimontare gli 81 punti che lo separano da Jonathan Rea e dalla Kawasaki è ancora più remota.

VIA LIBERA SCOTT REDDING

Nella serata di giovedi 8 agosto Corsedimoto ha parlato a lungo con il management di Scott Redding. La firma del britannico non era affatto scontata, perchè l’ex della MotoGP ha ricevuto anche un’offerta da BMW, per diventare compagno di Tom Sykes. Proposta molto intrigante dal punto di vista tecnico, visti i continui progressi della S1000RR, e soprattutto per l’ingaggio. Ma Scott guida già la Ducati V4R, può sbarcare nel Mondiale con un anno d’esperienza nel BSB, dove sta andando benissimo. Senza conoscere l’ambiente, gran parte dei circuiti e con una moto al debutto ha firmato sei successi (in 15 gare) e comanda con margine la classifica.  Con Borgo Panigale  Redding può anche negoziare il ritorno  – un giorno o l’altro – in top class. Eventualità che in BMW non avrebbe avuto.

2 commenti

Ringhietto
9:30, 9 agosto 2019

Meglio così: sostengo da diverso tempo che un pilota che cade 4 volte (la quinta non dipende da lui) senza sapere un perchè, che di fatto si fa annullare un match point mondiale e che pretende più soldi “solo” perchè ha vinto molte gare, non sia un pilota “adatto”.
Tutti criticano da fuori la gesione Ducati dei piloti ma in SBK Ducati non ha quasi mai sbagliato.
Vedremo dove andrà Bautista e chi avrà ragione, sicuramente tutto questo mette pepe al mondiale 2020 e…rafforza psicologicamente Rea

    marcogurrier_911
    11:15, 9 agosto 2019

    Credo che uno come Jonny non abbia bisogno di ulteriore forza mentale 🙂 e già in grado di demolire un muro….
    Ducati non ha sbagliato nulla????
    Prendere e tenere piloti ultra trentenni, mandare via Fores, parcheggiare Pirro e Zanetti, non investire e “rubare” Ratza alla concorrenza che cos è?

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