Quattro secondi e tre terzi posti nelle prime 8 gare,
con nel mezzo l’onta di aver travolto Maria Herrera nell’ultimo giro di Gara 2 a Cremona, di fatto riscrivendo le sorti del FIM Women’s Circuit Racing World Championship 2024. Anziché una questione di tempo, l’appuntamento di Sara Sanchez con il gradino più alto del podio nel Mondiale Femminile sembrava diventato una
“maledizione”. Sfiorata a più riprese, bramata a lungo, la vittoria è finalmente arrivata. Con pieno merito e titolo, la motociclista catalana (italiana d’adozione, poi spiegheremo le ragioni) in Gara 2 di Estoril ce l’ha fatta. La prima affermazione al culmine di un interminabile digiuno, non da meno una gioia incommensurabile per l'italianissimo Terra&Vita 511 Racing Team. Una favola, a tutti gli effetti.
IL TABÙ SPEZZATO DI SARA SANCHEZ
“La fortuna è cieca, ma la sfiga ci vede benissimo”, recita una grande massima. Se vogliamo, ricalca in toto quanto vissuto dalla numero 64 nel WorldWCR. Fino a domenica scorsa, la malasorte nutriva un debole particolare nei suoi confronti. Beffata in Gara 2 di Misano per 85 millesimi di secondo, battuta per 0”060 in Gara 1 di Portimao, addirittura 0”025 (!) nella seconda manche in Algarve. Alla Campionessa 2016 della RFME Women’s Open Yamaha R3 Cup, per tutto l’arco della stagione rientrata nel lotto delle protagoniste al pari di colleghe più blasonate e di livello internazionale quali Ana Carrasco e Maria Herrera, “quel” conto in sospeso iniziava a pesarle e non poco. Ai piedi del podio in una Gara 1 (conclusa con 4 giri d'anticipo causa pioggia) inficiata dal Long Lap Penalty comminatole in seguito al discusso strike di Cremona, in Gara 2 di Estoril ha spazzato via i fantasmi. In questa circostanza, nell’ennesima volata al fotofinish con 4 pilote racchiuse in 0”310, ha avuto ragione lei…
RITORNO ALLA VITTORIA
Il coronamento di un sogno per la ragazza che, alla tenera età di 7 anni, muoveva i primi passi in moto in madrepatria sulla spinta propulsiva del padre. Una vittoria ricercata a lungo da Sara Sanchez nella sua carriera. Da tanto, troppo tempo. Per gli amanti delle statistiche, da 456 giorni. Se preferite: da 1 anno, 2 mesi e 13 giorni. Dal successo maturato in quel di Brno in una wild card nel contesto della Women’s European Championship. Un’astinenza, tuttavia, ampiamente motivata: nel 2023, sempre da portacolori 511 Racing Team, aveva preferito prendere parte al CIV Supersport 300 in luogo delle più comuni competizioni femminile, non sfigurando affatto nel confronto con gli arrembanti “maschietti” della serie tricolore. Un’esperienza, per certi versi, formativa in vista delle battaglie intestine che l’avrebbero attesa quest’anno.
L’ITALIA NEL DESTINO
Dicevamo: l’Italia, appunto. Originaria di Barcellona, 27 anni il prossimo 19 novembre, Sara Sanchez ha il Bel Paese nel suo destino. Nel 2021 venne ingaggiata dal CM Racing Team di Manuel Cappelletti per l’Europeo Femminile WEC, imponendosi subito su di una Kawasaki Ninja 400. Tre vittorie e 4 secondi posti in 7 gare non bastarono suo malgrado a conquistare l’#1, sfumato per 1 misero punticino (ancora gli scherzi del destino…) in favore di Beatriz Neila Santos, avversaria ritrovata nel WorldWCR. L’esplosione agonistica porta, manco a dirlo, una firma… italiana: l’accordo con l’allora neonato 511 Racing Team, squadra supervisionata da un
“certo” Ayrton Badovini e fondata sull’essenza-e-professionalità del genere femminile (
QUI la storia). Nonostante lo scetticismo da parte di molti, Sara fece incetta di successi sfiorando nuovamente il titolo continentale. Niente male per questo sodalizio
“Made in Italy”, consolidato nel successivo biennio
con il passaggio al Mondiale. Trascorsi oltre 3 anni dal suo debutto in CM, oggi Sara è considerata un’italiana d’adozione: benvoluta da tutti, parla (e bene) la nostra lingua, coltiva interesse per la nostra cultura ed è attratta dalle nostre abitudini. Tanto che, spesso e volentieri, bazzica dalle nostre parti. Che sia in sede dal team, per qualche gara-spot nella Yamaha R7 Cup Italia come accaduto recentemente oppure per
“staccare”, quando il calendario lo consente, dalle corse.
FAVOLA
Nel motociclismo degli anni Duemila c’è spazio anche per delle favole. Contestualmente al primo hurrà mondiale, Sara si è presa la rivincita di una vita. Da giovanissima, un brutto incidente proprio sul circuito di Estoril rischiò di mandare all’aria le sue aspirazioni agonistiche. Dopo quel botto il padre non ne voleva proprio sapere di rivedere la sua amata figlia in sella ad una moto (comprensibile: mettetevi nei panni di un genitore in una situazione del genere). Ci ha messo un po’, ma alla fine Sara è riuscita a convincerlo a tornare sui suoi passi. In pieno stile “sliding doors”, chissà come sarebbe andata. Sicuramente non si sarebbe vissuta questa bella storia. Che talento avrebbe perso il movimento motociclistico al femminile…
SARA SANCHEZ TERZA INCOMODO
Sara Sanchez, insieme al
“piccolo” (ben attrezzato) Terra&Vita 511 Racing Team, sul gradino più alto del WorldWCR e tuttora in corsa per il titolo mondiale. In tal senso si prospetta una missione quasi impossibile
considerando le 42 lunghezze di distacco dalla capo-classifica Ana Carrasco e più soltanto 50 punti in palio nell’imminente finalissima di Jerez de la Frontera. Anche se, dal canto suo, non avrà nulla da perdere. Con l’obiettivo stagionale raggiunto, questo fine settimana la vedremo correre divertendosi, in un ambiente a lei congeniale. A prescindere, non la si potrà sottovalutare…