Supersport Test Phillip Island: Jaume Masia ritmo Ducati V2 ma sarà vera gloria?

In Pista
martedì, 17 febbraio 2026 alle 8:33
Jaume Masia dominatore dei test Supersport a Phillip Island (Australia)
Jaume Masia come Nicolò Bulega: entrambi dominatori delle rispettive categorie nell'ultimo scorso di precampionato delle derivate dalla serie a Phillip Island. A pochi giorni dalla partenza Supersport lo spagnolo ha dominato tutte le quattro sessioni: la Ducati è la moto da battere anche nella serie cadetta?
L'ultimo dei quattro turni a disposizione è stato disturbato dalla pioggerellina che ha cominciato a cadere in alcuni tratti della pista. L'inconveniente, in coda a due giornate splendide dal punto di vista meteo, non ha modificato il quadro: l'ex campione del Mondo Moto3 qui dentro sta facendo una grande differenza.

Ma c'è un ma... 

Jaume Masia ha concluso il lavoro stampando un perentorio 1'32"525, comunque abbastanza lontano dal record ufficiale della pista firmato da Yari Montella in 1'31"271 nella prima gara dell'edizione di due anni fa. in Supersport i confronti sono complicati dagli aggiustamenti regolamentari definiti nell'ambito della formula "Next Generation", che dà la possibilità ai commissari tecnici di intervenire su vari parametri della prestazione quando una singola marca diventa troppo competitiva, o viceversa. Basti pensare che nella passata stagione le Ducati hanno gareggiato con l'acceleratore bloccato al 77%. Infatti le Yamaha hanno dominato, con Stefano Manzi e Can Oncu a fare ulteriore differenza.

Ducati non balla da sola

A giudicare da questi test, aldilà delle qualità di Jaume Masia, la Ducati non sembrerebbe così avvantaggiata. La Triumph infatti è lì vicina e nel finale Oliver Bayliss, il figlio di Troy, ha fatto onore al l'ingombrante cognome piombando a soli 34 millesimi dal primato. E' andata forte anche l'altra tre cilindri di Tom Booth-Amos: insomma la marca britannica è pronta a raccogliere la sfida.

E le Yamaha?

La classifica combinata delle due giornate ci offre un colpo d'occhio suggestivo, con 21 piloti (quasi l'intero schieramento!) racchiuso in meno di un secondo. Per cui è difficile capire che ha spinto, chi si è gestito, chi ha lavorato solo in ottica gara rinunciando al time attack. Potrebbe essere il caso di Can Oncu, che ha archiviato il lavoro in dodicesima posizione ma che con la Yamaha R9 gestita dalla pluridecorata Ten Kate è considerato il principale favorito nella corsa Mondiale, se non altro perchè pochi mesi fa ha reso la vita difficile, fin quando ha potuto, all'iridato Stefano Manzi.

Zaccone top Italia

In questi test non si è visto tanto azzurro. Alla fine dei giochi il più avanti è Alessandro Zaccone, settimo con la Panigale V2 del team Althea. L'iridato della MotoE ha preso subito il ritmo con la media cilindrata, dimostrando di poter aspirare a qualcosa di grosso. Il compianto Genesio Bevilacqua, patron della scuderia recentemente scomparso, sarebbe andato a cena molto soddisfatto per una prestazione così.
Per avere un'idea bisognerà aspettare la prima battaglia in programma sabato. Con distacchi così ridotti, non è difficile ipotizzare che la Supersport ci farà divertire tanto.
Classifica finale dei test Supersport a Phillip Island

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