
Al termine di uno dei round più spettacolari della competizione, diversi sono i punti fermi che possono essere sottolineati con forza. Oltre a quello già citato in precedenza di Jonathan Rea, un altro può essere rappresentato dal leader della classifica Leon Haslam. L'alfiere del team Suzuki Alstare, tuttora leader della classifica piloti, ha dimostrato una volta in più, se ce ne fosse ancora bisogno, che se messo in condizioni di poter competere al top non se ne lascia scappare una. Dopo i problemi di pressione al pneumatico anteriore in gara 1, che lo hanno portato ad un inusuale undicesimo posto alla bandiera a scacchi, "Pocket Rocket" è tornato in auge nella successiva e ha venduto cara la pelle al vincitore di giornata, arrendendosi soltanto nei giri finali allo strapotere del britannico Ten Kate. Grazie a questo importante risultato, il giovane del Derbyshire è riuscito a guadagnare 2 lunghezze rispetto al diretto inseguitore in classifica piloti, il romano Max Biaggi, ora a -20 dalla vetta. Dopo le disastrose giornate di venerdì e sabato, nelle quali il "Corsaro" ha più che faticato nel trovare la messa a punto ideale della sua RSV4, il quattro volte iridato della 250 mondiale ha saputo ribaltare le sorti di un week-end nato sotto una cattiva stella, ottenendo un sesto ed un quarto posto nelle due gare disputate. Il pacchetto a disposizione dell'italiano è ottimo, visto il terzo posto ottenuto dal compagno di squara Leon Camier in gara 1 e la quasi replica nella seconda manche, nella quale il britannico ha gettato alle ortiche un podio già in mano a causa di un'ingenua caduta a pochissimi giri dal termine. Per il pilota del Kent l'imperativo è quello di non strafare, poiché il mondiale Superbike non può certo garantirgli quella supremazia avuta lo scorso anno nel BSB in sella alla Yamaha del team Airwaves GSE.
Giusto per continuare a parlare di britannici, va di certo menzionata l'ottima prova di James Toseland, autore rispettivamente di un secondo e di un terzo posto in gara. Il pilota di Sheffield sembra tornato il "Giacomino" di vecchia memoria, autore di due manche molto concrete e combattive, sempre al limite sulla Yamaha ufficiale sponsorizzata Sterilgarda. Notevoli i progressi anche per un pilota che ha condiviso con l'inglese innumerevoli battaglie nel passato, ovvero l'australiano Troy Corser: il centauro del team BMW Motorrad Motorsport ha sfruttato al massimo i miglioramenti della quattro cilindri bavarese, sebbene limitato ancora dai problemi di grip sulla distanza che affliggono la moto del team gestito da Davide Tardozzi. Parlando del ravennate, è innegabile come il suo nome non possa che risuonare forte all'interno del box Ducati Xerox, viste le acque tempestose in cui il team ufficiale della casa di Borgo Panigale sta navigando al momento. Una squadra che sembra non avere più una guida né una direzione da seguire, con Noriyuki Haga declassato al ruolo di protagonista "una tantum" e un Michel Fabrizio che sembra tornato quello di due stagioni fa.
Non sembrano soffrire degli stessi problemi i piloti satelliti della casa bolognese, con uno Jakub Smrz capace di far volare la sua 1198 RS (moto ben lontana dagli standard delle ufficiali). Il ceco, dopo la seconda posizione in griglia ottenuta sabato, ha concluso le gare con due settimi posti che non fanno che ribadire il talento del pilota Pata B&G. Buon week-end anche per lo spagnolo del team Althea Racing Carlos Checa, che grazie ad un quarto ed un sesto posto mantiene salda la quarta posizione in classifica piloti. Un'ultima menzione va fatta, in conclusione, allo sfortunatissimo Chris Vermeulen, tornato in sella dopo l'operazione al ginocchio destro che tanto lo ha fatto tribolare in questa stagione 2010. L'australiano, pilota Kawasaki Racing, è riuscito finalmente a girare in modo costante e, sebbene non abbia ottenuto dei risultati importanti sul circuito di Assen, la continuità con la quale ha corso in sella alla ZX-10R ufficiale non può che alimentare le speranze di un suo totale recupero nel prosieguo dell'anno. Valerio Piccini Servizio Fotografico: Diego De ColLoading