Alex Lowes non ha ancora battezzato la prima vittoria nel Mondiale, eppure può diventare una concreta minaccia per Jonathan Rea. La Yamaha infatti cresce a vista d'occhio e il tempone stampato dal britannico nei test di Jerez è un campanello d'allarme per la supremazia Kawasaki.
PITT - Il gemello da corsa ha concluso il lavoro girando in 1'38"622, con gomma da tempo, non lontanissimo dal fantasmagorico 1'37"968 del campione del Mondo e molto vicino alla prestazione di Tom Sykes, 1'38"326. Con l'altra Yamaha ufficiale
Michael van der Mark si è fermato 1'39"577, lo stesso identico tempo di Marco Melandri con la Ducati. La novità principale vista nei test andalusi è stata la presenza di un nuovo capo tecnico, e non certo un nome qualunque: a fianco di
Alex Lowes adesso c'è Andrew Pitt, ex iridato Supersport (2001 con Kawasaki e 2008 con la Honda), fino a pochi giorni responsabile tecnico della
Superbike di Puccetti Racing ma anche uomo di fiducia Kawasaki. E' dunque un acquisto di altissimo prestigio, che potrebbe essere la svolta per un pilota spesso veloce ma nel 2017 troppo incline all'errore. Tra l'altro, per regolamento, la Yamaha potrà girare a 14.700 (come la BMW) mentre la Kawasaki deve scendere a 14.100, mille giri sotto la soglia 2017.
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AIUTO - In Spagna a dare una mano ai due ufficiali Yamaha c'era anche Niccolò Canepa, iridato Endurance e ormai diventato tester ufficiale della formazione
Superbike. Ha concluso i test con 1'39"855. "
Abbiamo provato tantissime novità, che sono andate molto bene" spiega il pilota genovese.
"Alex e Michael sono andati molto forte e sono stati terribilmente costanti sul passo gara, quindi terminiamo questo 2017 nel migliore dei modi.."