Andrea Dovizioso avrà bisogno della miglior Ducati possibile per provare a strappare il Mondiale a
Marc Marquez e alla Honda. Moto, team, fortuna. Forse anche l'aiuto di
Jorge Lorenzo, Il direttore sportivo
Davide Tardozzi, intervistato da Paolo Ianieri su La Gazzetta dello Sport in edicola giovedi 19 ottobre, chiarisce i piani ()
"Potrebbe aiutarci anche Petrucci, ma continuo a pensare che Jorge farà la gara che nessuno si aspetta. E poi, se servirà… lui è un pilota aziendale più di quanto la gente pensi. Aiutare Dovizioso vorrebbe dire aiutare Ducati, e prenderà la decisione da solo. Se lo dico, è perché ne ho la certezza".
Si parla di aiuto di Lorenzo a Dovizioso. Ma in tutta la stagione Jorge non è mai finito davanti a Marquez.
"Motegi è stata una gara tra due piloti straordinari in condizioni difficilissime. La loro velocità è stata mostruosa. Una gara bagnata di solito si trascina fino alla fine, invece ne è venuto fuori qualcosa di epico. Credo sia stato palese anche per un neofita di quanto andassero forti Dovi e Marquez"
Si aspettava quella gara da parte di Andrea?
"Ero convinto che ci saremmo giocati il podio con entrambi i piloti ed ero certo che Dovi ci sarebbe salito. Lui in quelle condizioni è fortissimo. Ma la determinazione dell’ultimo giro ha sorpreso anche me".
E pensa abbia sorpreso anche Marquez?
"Penso di sì. Credo che da domenica abbia ancora più rispetto di Andrea. Ora è quello verso il campione che ti può battere. E Marquez a questo punto dovrà capire come gestirlo".
Altro continente, altra pista. Phillip Island è casa Marquez. "Vero. Però… Sappiamo quale sia la storia nostra e di Dovi qui, su una pista dove Marc e la Honda sono particolarmente veloci, ma è nostro dovere crederci. Qui un anno fa Dovi ha fatto 4O , il suo miglior risultato, e per la prima volta nel weekend non gli ho mai sentito dire che la pista gli faceva schifo. La Ducati qui ha sempre sofferto il vento, ma come tracciato non è male, ricordiamoci Iannone nel 2015, o Crutchlow l’anno prima quando cadde all’ultimo giro quando era secondo".
È una gara decisiva?
"No. La gara decisiva è Valencia, 11 punti sono pochi, un errore, un colpo di sfortuna, come a Marc con la rottura di Silverstone, o con Andrea buttato giù da Espargaro in Argentina, possono succedere".