Scattando dalla seconda casella dello schieramento l'unica preoccupazione di
Jonathan Rea era restare invischiato nella mischia alla prima curva e non poter prendere il proprio ritmo. Questione risolta con uno scatto bruciante: nella
Superbike Misano gara 1 è durata trecento metri, quanto ha impiegato il Cannibale per annullare la pole position del "compagno"
Tom Sykes e scatenare il potenziale della Kawasaki. Neanche un sorpasso, dominio totale su avversari (piloti e Costruttori) sempre più impotenti. In riva all'Adriatico Jonathan Rea ha festeggiato la vittoria numero 63, la quinta a Misano dove nell'ormai lontano 2009 aveva battezzato il primo trionfo in carriera, con la Honda. Doppio podio italiano per Ducati con
Chaz Davies davanti all'
Aprilia di
Eugene Laverty. Delude
Marco Melandri, cui non è riuscita la rimonta dalla terza fila: solo settimo.
CIAO MONDIALE - Non è appropriato parlare di ipoteca Mondiale, perchè questo campionato - come i tre precedenti - è stato ucciso nella culla dalla superiorità di
Jonathan Rea. Adesso il 31enne nordirlandese è a +80 punti su
Chaz Davies, l'unica incertezza è quanto impiegherà a fare festa anticipata: dopo Misano resteranno solo quattro round (otto gare) con 200 punti da assegnare. La Ducati qui vantava 29 vittorie in 50 gare, ma l'epoca d'oro ormai è un pallido ricordo. Chaz Davies, scattato in terza fila come
Marco Melandri, ha fatto il massimo, cioè rimontare i piloti normali, con una partenza al fulmicotone. Ma contro Rea, partendo da così lontano, non c'era alcuna possibilità.
Aprilia bissa il podio (sempre terzo) che Laverty aveva centrato la gara precedente a Laguna Seca (California), nonostante un problema ad un sensore costata la possibilità di giocarsi la piazza d'onore contro i cugini bolognesi. Speriamo serva ad assicurare l'impegno di Noale in
Superbike, al momento in forte dubbio. Con l'altra RSV4
Lorenzo Savadori protagonista del venerdi (miglior tempo) è andato in crisi d'aderenza concludendo sconsolatamente ottavo.
GLI ALTRI -
Marco Melandri è partito con un motore nuovo, dopo la rottura accusata nella quarta sessione di libere, che gli ha impedito di preparare la gara. "Non eravamo a posto, la Panigale non era stabile e sono anche partito malissimo" ha commentato il ravennate, che qui un anno fa aveva centrato il primo successo con la Rossa, battendo
Jonathan Rea. E invece stavolta non è riuscito a sbarazzarsi del privato
Xavi Fores, spagnolo con la Ducati satellite. Poca gloria anche per Yamaha, che ha perso Alex Lowes incappato in due distinte cadute e portato a casa il quarto posto con Michal van der Mark che qui lo scorso anno aveva sfiorato il successo. Le inseguitrici, invece di migliorare aiutate anche dal nuovo regolamento anti-Kawasaki, sembrano sempre più impotenti. E' anche il caso della Honda: Leon Camier, un signor pilota, è scomparso in nona posizione. Domani altra corsa, sempre alle 13: Jonathan Rea partirà dalla terza fila per la (antisportiva) norma salva show, come Davies e Laverty. A Laguna Seca, due settimane fa, ci ha messo solo cinque giri per mangiarseli tutti. Vedremo stavolta quanto impiegherà.