E se tutto fosse cambiato per non cambiare niente? La
Superbike 2017 ha imposto restrizioni alla Kawasaki (alimentazione), la Ducati ha rafforzato la squadra con l'arrivo di
Marco Melandri ma il risultato è lo stesso degli ultimi due anni e anche delle precedenti uscite invernali:
Jonathan Rea e la Kawasaki restano di un altro pianeta.
L'asso nordirlandese ha dominato gli ultimi due Mondiali e da quando è salito sul missile ZX-10R non ha mollato la prima posizione neanche una volta. La supremazia espressa nella prima giornata dei test di
Jerez, tappa di avvicinamento all'apertura iridata del 25-26 febbraio a Phillip Island (Australia) non ha stupito nessuno. Perchè sullo stesso tracciato, a fine novembre, il Cannibale con una derivata dalla serie (si fa per dire...) andò più forte delle MotoGP presenti. Stavolta si è fermato 1'40"162, tre decimi meglio (come al solito) del suo compagno
Tom Sykes. Segno che JR è tornato lucidato a puntino dalla preparazione fisica svolta in Australia e che la Kawasaki nonostante l'obbligo di impiegare lo stesso corpo farfalla del modello stradale, senza possibilità di aperture differenziate, non ha perso neanche una stilla del fantastico potenziale.
La Ducati insegue e l'unica novità di rilievo è l'avvicinamento di
Marco Melandri (nella foto) piombato a soli 27 millesimi dal compagno
Chaz Davies autore di un finale 2015 fantasmagorico e sempre più veloce del ravennate nelle precedenti uscite invernali. Gli altri, per adesso, stanno a guardare.
Lorenzo Savadori è miglior Aprilia (settimo tempo) ma a 1'"3 da Rea. Promette bene (se non benone...) la nuova
Honda Fireblade SP2 che sta muovendo i primi passi con
Nicky Hayden e Stefan Bradl. Nella giornata di installazione l'americano ha girato in 1'41"800, compiendo appena 36 passaggi contro 57 del capolista e i 71 di Melandri.
I test di
Jerez si chiudono mercoledi 25 gennaio, poi le
Superbike si sposteranno a Portimao (Portogallo) per i collaudi in programma il 28-29 gennaio. Dopo il materiale verrà spedito in Australia e per recuperare terreno ci sarà solo l'ultima sgambata del 20-21 febbraio, sempre a Phillip Island. Poi si comincerà a fare sul serio.
I tempi (giorno 1): 1. Rea (Kawasaki) 1'40"162 (57 giri); 2. Sykes (Kawasaki) 1'40"422 (61); 3. Davies (Ducati) 1'49"784 (62): 4. Melandri (Ducati) 1'40"812 (71); Lowes Alex (Yamaha) 1'41"058 (55) 6. Fores (Ducati) 1'41"396 (48); 7. Savadori (Aprilia) 1'41"416 (53); 8. Torres (BMW) '41"619 (60); 9. Hayden (Honda) 1'41"800 (36); 10. Van der Mark (Yamaha) 1'41"908 (67); 11. Laverty (Aprilia) 1'42"142 (50); 12. Bradl (Honda) 1'42"255 (47); 13. Reiterberger (BMW) 1'42"530; 14. Krummenacher (Kawasaki) 1'42"747 (44); 15. Haslam (Kawasaki) 1'42"774 (50); 16. Mossey (Kawasaki) 1'43"573 (35).