Gabriele Giannini dalle difficoltà nel BSB all'assalto del CIV Superbike

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venerdì, 05 settembre 2025 alle 8:10
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Delle difficoltà che avrebbe presentato la (fugace) avventura oltremanica, Gabriele Giannini ne è sempre stato pienamente consapevole. Tuttavia, da rivelazione del CIV Superbike 2025 al via dei round di Thruxton e Cadwell Park del British Superbike con la Honda CBR 1000RR-R del team DAO Racing, era legittimo attendersi di più. Tanti errori, qualche inconveniente meccanico, non andando oltre un 18° posto quale miglior piazzamento. Una doppia presenza-spot tutt'altro che indimenticabile, motivata da svariati fattori.

BRITISH SUPERBIKE SFIDA ARDUA

Se la sua stagione nel CIV Superbike con i colori della Scuderia Improve by Firenze Motor resta notevole, nella breve parentesi nel BSB c'è ben poco da salvare. Convocato da DAO Racing in sostituzione del lungodegente Lee Jackson, Gabriele Giannini ha messo in mostra buone cose a sprazzi, per il resto risultati e prestazioni poco consone ad un giovane talento come lui. Il British Superbike, si sa, non è propriamente il campionato più facile al mondo. Qui, spesso e volentieri, soltanto chi si è formato nelle serie propedeutiche della terra d'Albione è in grado di fare la differenza. Lo dimostra il fatto che, nel corso degli anni, persino piloti di caratura internazionale non sono riusciti a lasciare il segno.

GABRIELE GIANNINI PAGA DAZIO

Undicesimo nostro portabandiera nella storia del British Superbike, di fatto Giannini è dovuto partire da zero: nuova squadra, Honda Fireblade diversa in termini di pneumatici ed elettronica da quella abitualmente utilizzata nel CIV (e anche nel Mondiale Endurance con No Limits Motor Team), realtà inedita. Elementi che non hanno giocato a favore del due volte Campione del National Trophy, ritrovatosi dal nulla o quasi a correre su due dei tracciati più anacronistici del calendario BSB, senza ombra di dubbio i meno indicati dove esordire. Sull'anello ad alta velocità di Thruxton il 19° tempo nelle prove libere ad 1"2 dalla vetta, alla prima uscita in assoluto, ha rappresentato un risultato dignitosissimo, vanificato da una serie di disavventure. Caduto subito in Gara 1 e tradito dal motore della sua CBR in Gara 2, ha poi concluso 19° in Gara 3 ad oltre 20" dal vincitore Danny Kent.

DISASTROSA TRASFERTA A CADWELL PARK

Giannini all'adrenalinico salto del Mountain di Cadwell Park

Riconfermato da DAO Racing, nella successiva tappa sul proibitivo tracciato di Cadwell Park ha vissuto il suo momento più basso, per certi versi traumatico. Uscito illeso per miracolo da un volo tremendo in piena percorrenza delle Hall Bends nei Test pre-evento, due giorni più tardi Giannini non ha preso parte alle qualifiche per i danni riportati dalla moto dopo una scivolata nelle FP3 nel celebre tratto del Mountain. Da ultimo a 18° in Gara 1 (per quanto accusando 1 minuto da Bradley Ray...), al primo giro di Gara 2 è finito di nuovo a terra, generando suo malgrado una carambola in uscita dalla Chicane che ha coinvolto gli incolpevoli Davey Todd e Jamie Van Sikkelerus. Senza riportare conseguenze, di comune accordo con la squadra non si è schierato sulla griglia di partenza di Gara 3.

VOGLIA DI RISCATTO NEL CIV SUPERBIKE

Insomma, peggio di così non poteva andare a Gabriele Giannini, il quale avrà la possibilità di rifarsi nel CIV Superbike coadiuvato dalla pluridecorata Scuderia Improve, struttura che quest’anno ha deciso di investire su di lui dopo la debacle (passaggio fin troppo prematuro) nel Mondiale Supersport. In una dimensione più congeniale, questo weekend figurerà tra gli osservati speciali sui saliscendi di Imola. Con 6 podi in 8 gare ha riportato la CBR ad alti livelli e, inseguendo una vittoria che alla Honda manca dal 2023, punterà a concretizzare il potenziale velocistico espresso finora. In palio il secondo posto di campionato, da difendere dagli assalti di un "certo" Michele Pirro. Un traguardo neanche lontanamente immaginabile ad inizio stagione, ove possibile cercando di rovinare la festa ad Alessandro Delbianco, ad un passo dalla conquista del personale primo titolo tricolore.
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Photo credit: Dani Guazzetti
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